La famiglia e la manovra, bonus bebè per sempre ma importo dimezzato. Banche: fondo per i truffati

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ROMA Saldi di fine legislatura: ancora più di quanto avviene normalmente ogni anno, il lavoro parlamentare sulla legge di Bilancio si è frammentato in una serie di misure e micro-stanziamenti che riflettono in larga parte le esigenze delle forze politiche in vista dell'ormai quasi imminente scadenza elettorale. Ma allo stesso tempo servono a puntellare eventuali alleanze future. Ieri dopo una serie di votazioni serali la commissione Bilancio del Senato si apprestava a dare via libera al provvedimento, che oggi è atteso in aula dove il governo dovrebbe porre la fiducia prima del passaggio alla Camera. Contemporaneamente a Montecitorio la fiducia sarà chiesta anche sul decreto fiscale collegato, per il quale non ci sono più margini di modifica.

CACCIA ALLE RISORSE
Il dibattito sulla legge di Bilancio è stato naturalmente condizionato dalla difficoltà di reperire risorse finanziarie sufficienti alle esigenze dei gruppi parlamentari, in particolare dopo il venir meno dell'ipotesi di un prelievo ad hoc sulle sigarette. Il capitolo più dibattuto è stato forse quello relativo al bonus bebè, un sussidio istituito a partire dal 2015 dal governo Renzi ma in queste ore diventato bandiera della componente centrista della maggioranza. Il bonus, finanziato per tre anni in via sperimentale, sarebbe scaduto a fine 2017: ora invece entrerà stabilmente nell'ordinamento ma in forma depotenziata. Infatti l'importo di 960 euro l'anno (80 al mese) è confermato solo per il 2018, mentre dall'anno successivo risulterà dimezzato. Ma soprattutto il beneficio verrà riconosciuto solo nel primo anno di vita del bambino, mentre oggi si arriva a tre. Almeno questo è l'assetto che esce da Palazzo Madama: i centristi di Ap non disperano di aggiungere ulteriori risorse nel passaggio alla Camera.Un altro dossier aperto è quello che riguarda il cosiddetto superticket (chiamato così non per l'importo ma perché si aggiunge a alle altre compartecipazioni applicate dalle Regioni). Il prelievo per analisi e visite specialistiche era stato originariamente quantificato in 10 euro ma è applicato con modalità diverse e graduate dalle Regioni (alcune non lo prevedono proprio). L'importo storico da coprire era poco superiore a 800 milioni. In questo caso il tema è caro alle formazioni a sinistra del Pd, ed in particolare ai parlamentari che fanno riferimento all'ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia. Con l'emendamento definito ieri al Senato si punta all'esenzione per i minori e i cittadini a basso reddito (anche se queste categorie non sono specificamente menzionate): la dotazione è di 60 milioni l'anno. Restano da precisare le modalità con cui l'alleggerimento potrà essere attuato in modo il più possibile coerente nelle diverse Regioni: anche per questo motivo, oltre che per l'esiguità delle risorse impegnate, la soluzione trovata è stata giudicata un pasticcio da Mdp.

TESTO UNICO
Ieri poi si è materializzata un'ulteriore novità che guarda alle banche e a coloro che ritengono di essere stati ingiustamente danneggiati dalle varie crisi degli ultimi anni. Per dare loro sollievo è stato istituito un apposito fondo che vale 25 milioni il prossimo anno e altrettanti nel 2019. Le risorse sono destinate ai «risparmiatori che hanno subito un danno ingiusto, non altrimenti risarcito o indennizzato, in ragione della violazione degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza previsti dal Tuif »(il testo unico in materia di intermediazione finanziaria). Sarà un provvedimento del ministero dell'Economia a definire le concrete modalità di utilizzo del fondo. Infine è stato approvato anche l'emendamento che contiene una serie di proroghe, tra cui quella del divieto di incroci tra giornali e tv.
Martedì 28 Novembre 2017, 17:13 - Ultimo aggiornamento: 30-11-2017 07:47
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