L'Italia al palo: maxi stallo dei cantieri, 140 miliardi bloccati

di Nando Santonastaso

Dice Amedeo Lepore, storico economico e già assessore regionale allo Sviluppo economico della Campania, che le risorse previste per i Contratti di sviluppo nel prossimo anno sono al momento irrisorie. «Pochi milioni per una misura che ha inciso moltissimo sulla crescita dell'industria e dell'occupazione in Campania tra il 2015 e il 2017», aggiunge. È un segnale, uno dei tanti purtroppo, di come l'allarme recessione, certificato l'altro giorno dall'Istat con i dati del Pil del terzo trimestre 2018, non sia affatto improponibile per l'economia nazionale. Lo stallo c'è e come anche se, paradossalmente, i recentissimi investimenti annunciati e in parte già realizzati da colossi dell'industria come ArcelorMittal a Taranto per l'acquisizione dell'ex Ilva o di Fca per il nuovo piano industriale in Italia (il totale fa oltre 10 miliardi tra i due gruppi) sembrerebbero dimostrare il contrario. La realtà, oggi, è raccontata efficacemente dal clima di sfiducia che da mesi caratterizza imprese e famiglie (anche in questo caso parliamo di dati Istat). Un clima così trasversale al sistema sociale ed economico del Paese che solo in parte si giustifica con la delicata fase congiunturale dell'economia europea e internazionale, sicuramente in rallentamento: pesano decisamente di più i fattori endogeni, anche quelli che al grande pubblico forse dicono poco ma che in realtà misurano bene l'esistente.
CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO:
  • Accesso illimitato agli articoli
    selezionati dal quotidiano
  • Le edizioni del giornale ogni giorno
    su PC, smartphone e tablet
SCOPRI LA PROMO



Domenica 2 Dicembre 2018, 09:00 - Ultimo aggiornamento: 02-12-2018 12:18
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP