Frutta secca, sostegno alla filiera:
patto tra Unicredit e Besana

Giuseppe Calcagni, patron di Besana
Nocciole, mandorle, noci e frutta secca ed essiccata: patto tra Unicredit e Besana per sostenere la filiera della produzione in Italia e all’estero. L’istituto di credito e l’azienda partenopea che fa capo a Giuseppe Calcagni hanno firmato un accordo e perfezionato un’operazione di finanziamento da 2 milioni di euro per sostenere la filiera italiana ed estera della produzione di frutta secca, con l’obiettivo di accrescere la capacità di penetrazione della società napoletana e delle imprese partecipanti sul mercato nazionale e internazionale.

Besana, la cui storia risale al 1921 con la fondazione dell’azienda “Emilio Besana & Co.” a San Gennaro Vesuviano, possiede oggi diverse produzioni e stabilimenti in Italia e all’estero, per un volume annuo di 42mila tonnellate di frutta secca ed essiccata e un fatturato di circa 190 milioni di euro, con posizione consolidata sui mercati esteri che rappresentano il 90% del fatturato.

La linea di credito erogata da Unicredit è finalizzata in particolare a sostenere lo sviluppo del progetto di rete “Bisc-Besana international supply chain”, che prevede lo sviluppo di una rete di “procurement” internazionale e di controllo qualità della filiera tra le società estere del gruppo (Besana Spa, Besana Uk e Besana International), con l’obiettivo di sostenere il processo di acquisizione di materie prime di qualità “premium” e di servizi da fornitori esteri, al fine di migliorare la redditività, la qualità e l’efficienza nella coltivazione delle materie prime e di incentivare le coltivazioni in aree a forte vocazione produttiva, soprattutto nei Paesi dell’Est Europa (Ucraina, Kazakistan, Romania, Ungheria e Croazia).
“Il controllo pieno della filiera è la pre-condizione per una vera generazione di valore per il gruppo - spiega Calcagni - e lo sviluppo delle attività di ricerca e sviluppo su questo fronte sono il principale elemento strategico da presidiare”.
Besana prevede nel prossimo triennio una crescita dei ricavi di circa il 50%, un aumento della produzione del 30% e un incremento occupazionale di 25 unità, di cui 23 in Campania, con effetti positivi per tutto l’indotto della filiera italiana della produzione delle nocciole, previsto in crescita del 10% nel 2018.
Mercoledì 9 Maggio 2018, 06:34 - Ultimo aggiornamento: 8 Maggio, 15:13
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