Il caso-braccialetto/ Amazon, lo scontro si sposta sul Jobs act

di Oscar Giannino

Diciamolo. L’enorme polemica sui braccialetti elettronici di Amazon è figlia di un errore. Una polemica che si è gonfiata per via della campagna elettorale. L’errore lo ha compiuto il sistema dei media, che ha lanciato la notizia di uno strumento applicato a ogni addetto dei depositi logistici di Amazon, pronto per essere introdotto e con finalità anche di controllo dei dipendenti.  E invece no, quel braccialetto semplicemente e fattualmente non esiste, la multinazionale americana delle consegne non lo...
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Sabato 3 Febbraio 2018, 00:21
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2 di 2 commenti presenti
2018-02-03 15:54:10
vede, giannino, che l'art. 18 fosse il cardine, l'architrave di TUTTO lo statuto dei lavoratori lo diceva massimo d'antona. lei direbbe: eh, ma lo diceva nel 1979, altri tempi. APPUNTO. oggi, quarant'anni dopo, i tempi, nel senso di pensiero comune, fanno sembrare normale, persno ovvio, che "basta che si lavora, i diritti sono un di più". per cui, diventa querulo, petulannte, demodè, poco trendy, chi si permette di ricordare che non gli estremisti rossi, ma la costituzione italiana, è TUTTA incentrata sul principio che il lavoro è un diritto e che non può e non deve esiste il diritto al lavoro senza diritti dei lavoratori. e infatti, non sono le brigate rosse, ma un moderatissimo (nonché )giuslavorista come tiraboschi ad aver detto (più volte) che il percorso (coerente e rettilineo) che è andato dal prodi del '97 al renzi del giobesct ha significato nè più nè meno che la fine del diritto del lavoro. mi spiego con una metafora: dato che hitler è stato l'unico capo di governo a riscire a creare la piena occupazione in periodo di pace (che è un fatto, non una mia opinione), che dovremmo fare, ispirarci alla sua legislazione sul lavoro? che, tra parentesi, al netto del razzismo, era persino più avanzata del giobsect. meno male che la storia oggi si studia solo su su wikipedia e a botte di filmoni holliwodiani, sennò davvero a qualcuno verrebbe in mente di prendere la metafora sul serio.
2018-02-03 15:22:40
vede, giannino, che l'art. 18 fosse il cardine, l'architrave di TUTTO lo statuto dei lavoratori lo diceva massimo d'antona. lei direbbe: eh, ma lo diceva nel 1979, altri tempi. APPUNTO. oggi, quarant'anni dopo, i tempi, nel senso di pensiero comune, fanno sembrare normale, persno ovvio, che "basta che si lavora, i diritti sono un di più". per cui, diventa querulo, petulannte, demodè, poco trendy, chi si permette di ricordare che non gli estremisti rossi, ma la costituzione italiana, è TUTTA incentrata sul principio che il lavoro è un diritto e che non può e non deve esiste il diritto al lavoro senza diritti dei lavoratori. e infatti, non sono le brigate rosse, ma un moderatissimo (nonché )giuslavorista come tiraboschi ad aver detto (più volte) che il percorso (coerente e rettilineo) che è andato dal prodi del '97 al renzi del giobesct ha significato nè più nè meno che la fine del diritto del lavoro. mi spiego con una metafora: dato che hitler è stato l'unico capo di governo a riscire a creare la piena occupazione in periodo di pace (che è un fatto, non una mia opinione), che dovremmo fare, ispirarci alla sua legislazione sul lavoro? che, tra parentesi, al netto del razzismo, era persino più avanzata del giobsect. meno male che la storia oggi si studia solo su su wikipedia e a botte di filmoni holliwodiani, sennò davvero a qualcuno verrebbe in mente di prendere la metafora sul serio.

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