Dichiarazione dei redditi, doppia proroga per i versamenti

di Oliviero Franceschi e Daniele Cuppone

Slitta dal 30 giugno al 20 luglio senza alcuna maggiorazione e dal 31 luglio al 21 agosto con la penale del 4  per mille


Una raffica di novità per la casa, tanto che a qualcuno potrebbe girare la testa: perciò, per non perdere l’orientamento, eccone una sintesi...
 
La proroga

Con un Decreto del presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Economia e delle finanze, (che al momento di andare in stampa è in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale) è stata annunciata la doppia proroga dei versamenti della dichiarazione dei redditi, rispettivamente dal 30 giugno al 20 luglio senza maggiorazione e dal 31 luglio al 21 agosto con la nota maggiorazione del 4 per mille.
Il Provvedimento, indubbiamente lodevole nelle intenzioni, presenta tuttavia due rilevanti criticità: innanzitutto è stato reso noto dopo che la prima scadenza del 20 luglio era ormai decorsa, rendendo dunque impossibile versare senza maggiorazione a quella data usufruendo della prima proroga; ma soprattutto lo spostamento dei termini si rivolge esclusivamente ai titolari di reddito di impresa, penalizzando in modo del tutto ingiustificato i professionisti e creando ulteriore caos negli studi che dovranno perciò distinguere faticosamente tra le due casistiche.
Senza parlare poi del nodo rate che, secondo quanto riportato dalla stampa specializzata, col nuovo calendario potrebbe portare a diverse complicazioni e sanzioni. Ci auguriamo perciò che in sede di emanazione del decreto si possa rimediare a questa discriminazione e ai problemi menzionati.
Precisiamo infine che la proroga riguarda oltre ai titolari di reddito d’impresa anche i soci a cui è attribuito il reddito della società partecipata.
 
Catasto on line

Passiamo ad un altro importante provvedimento e precisamente a quello datato 28 giugno 2017, che ha disposto l’ampliamento dei servizi telematici offerti al cittadino nella consultazione della banca dati catastale.
Da alcuni giorni è possibile infatti effettuare oltre alle consuete consultazioni personali gratuite  anche le visure telematiche a pagamento, entrando e dialogando con la banca dati del Catasto.
Per utilizzare il nuovo servizio occorre prima registrarsi ai servizi finanziari online di Poste italiane e poi collegarsi al sito internet dell’Agenzia delle entrate. La registrazione alle Poste è necessaria proprio per il pagamento delle visure on line.
 
Case antisismiche

Altra bella novità arriva dalla cosiddetta “manovrina” il D.L. n. 50/2017 impostoci ob torto collo dall’Europa, preoccupata, si fa per dire, dallo stato di salute del nostro paese. Ebbene la “manovrina”, accanto a cambiamenti a dir poco discutibili come quello sui versamenti in compensazione con modello F24 (che stanno provocando un’infinità di disagi ai contribuenti), ne ha portati altri che al contrario possono restituire il sorriso ai cittadini.
Uno di questi cambiamenti “positivi” riguarda l’acquisto di case situate nelle zone sismiche ad alta pericolosità, e precisamente nelle zone con rischio n. 1, secondo le linee guida stabilite dall’ordinanza del Presidente del Consiglio n. 3519 del 2006.
L’acquisto di unità immobiliari facenti parte di edifici interamente demoliti e ricostruiti in modo da mutarne di una o due classi di rischio sismico beneficia da poche settimane di fortissime agevolazioni.
Chi compra l’immobile infatti può portare in detrazione in soli cinque anni rispettivamente il 75% o addirittura l’85% del corrispettivo pagato, fino ad un massimo di 96.000 euro, a condizione che si rispettino tutte le indicazioni previste dalla norma. Pertanto, a fronte di un acquisto di un appartamento in una località situata nella zone a rischio sismico n. 1, pagato ad esempio 90.000 euro, il fisco rimborserà fino a 76.500 euro in cinque anni, per un bonus di ben 15.300 euro l’anno.
 
Le regole

Si tratta insomma di un grosso incentivo all’acquisto di immobili ristrutturati, che mira a raggiungere due obiettivi principali: da un lato la ricostruzione degli immobili pericolanti (e non solo) che insistono nei territori martoriati dai recenti terremoti o che sorgono in aree dove le probabilità di sisma sono elevate e che potranno essere recuperati più facilmente con la nuova agevolazione fiscale; dall’altro lato il fatto che la ricostruzione degli immobili posti nelle aree dell’Italia particolarmente delicate dal punto di vista della sismicità, sia eseguita con delle tecniche all’avanguardia che consentano di ridurre la classe di rischio e di conseguenza il pericolo di crolli e danneggiamenti per gli anni a venire.
Per avere diritto alla detrazione occorre che l’intervento sull’immobile sia stato effettuato da un’impresa di costruzione o ristrutturazione immobiliare,  che provveda alla rivendita del bene entro diciotto mesi dalla conclusione dei lavori. L’intervento può anche determinare una variazione volumetrica rispetto all’edificio esistente se le normative lo prevedono. Il bonus infine può esser ceduto anche alle stesse imprese di costruzione e ristrutturazione o ad altri soggetti.
 
Hanno collaborato Alberto Martinelli ed Enrico Rabitti
 

 
Lunedì 31 Luglio 2017, 08:49 - Ultimo aggiornamento: 02-08-2017 09:41
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