Pace fiscale, ipotesi condono fino a 200.000 euro. «Sotto mille euro si paga il 40%»

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Il tetto della pace fiscale scende a 200mila euro. Potrebbe essere questo il compromesso raggiunto da Lega e M5S su una delle misure più attese della manovra e che dovrebbe essere inserita nel decreto fiscale in arrivo entro lunedì. Un provvedimento nel quale potrebbe anche rientrare lo stralcio delle mini cartelle.

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L'idea sintetizzata dal sottosegretario all'Economia Massimo Bitonci è quella di far pagare solo il 40% degli importi sui ruoli sotto la soglia dei mille o dei cinquemila euro, escludendo attività illecite e frodi fiscali. Si riuscirebbe così a inglobare nell'operazione «il 55% del magazzino complessivo» dei crediti non riscossi, spiega Bitonci, secondo cui ad essere coinvolti sarebbero «quasi 15 milioni di contribuenti». Nulla è però ancora deciso ufficialmente viste le diverse impostazioni in tema fiscale delle due forze di maggioranza. Oltre che sulla soglia per la sanatoria, che nelle intenzioni della Lega avrebbe potuto attestarsi intorno al milione di euro, un altro dei motivi del contendere è su quali redditi applicare gli sconti.

La Lega vorrebbe includere quelli non integralmente dichiarati, puntando sull'ipotesi di dichiarazione integrativa con flat tax al 15% sostitutiva di Irpef, addizionali comunali e regionali, Ires e Irap, valida per i redditi non dichiarati negli ultimi cinque anni risalendo così fino al 2013. Una soluzione simile a quella già praticata dall'ex ministro Giulio Tremonti con il governo Berlusconi e che fruttò circa 20 miliardi di euro, ma che forse proprio per questo i pentastellati rifiutano. Il Movimento 5 Stelle insisterebbe infatti su un'operazione esclusivamente sui redditi già dichiarati al fisco. Ad rassicurarli potrebbe essere il fatto che non ci saranno sconti penali e saranno esclusi illeciti e frodi fiscali. «La pace fiscale riguarda solo chi ha fatto la dichiarazione dei redditi. L'obiettivo è che lo Stato convochi queste persone e dica loro: 'quanto puoi darmi per tornare a lavorare e pagare le tasse?'. I tecnici lavorano sulle soglie», dice il leader della Lega Matteo Salvini senza però sciogliere il nodo definitivamente.

Entro venerdì, o al più tardi lunedì, assicura il vicepremier il decreto legge arriverà comunque in Consiglio dei ministri nonostante la frenata degli ultimi giorni dovuta proprio ai contrasti all'interno del governo. Per le mini cartelle gli ostacoli sembrano invece superati. La scelta di fissare la soglia delle somme da pagare al 40% permetterebbe infatti di non creare disparità con chi ha già aderito alla rottamazione bis e con la prima rata ha quindi già versato proprio il 40% del dovuto.
Mercoledì 10 Ottobre 2018, 19:55 - Ultimo aggiornamento: 11 Ottobre, 12:51
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