Banche, ora si indaga su Montepaschi. E Bankitalia mette la Consob nel mirino

di Andrea Bassi e Alberto Gentili

La Commissione d'inchiesta volta pagina. Basta con le banche venete. Adesso tocca a Mps. Già si discute l'ipotesi che vengano convocati anche gli ex vertici Alessandro Profumo e Giuseppe Mussari. Una banca, quella senese, la cui crisi, per dimensione e intrecci fra Stato e politica, è seconda solo a quella del Banco Ambrosiano.

Su Mario Draghi, tirato in ballo da alcune interpretazioni delle carte della Commissione d'inchiesta, intanto, Bankitalia non si espone. A via Nazionale bastano le prese di posizione dei vertici del Pd. Quello su cui, invece, gli uomini di Ignazio Visco continuano ad insistere, è sui rapporti con Consob. Fonti vicine a via Nazionale fanno trapelare che il metodo di calcolo del prezzo delle azioni della Pop Vicenza nel 2008 era di dominio pubblico. Ne parlavano i giornali e c'era un esposto Adusbef.

La Consob, insomma, avrebbe dovuto conoscere quelle informazioni: l'ammissione che i documenti non sono stati trasmessi. La giustificazione è che l'invio delle carte non era obbligatorio. Mancava un protocollo che regolasse la collaborazione Consob. Nel 2008, rilevano le fonti, l'ordinamento conferiva a via Nazionale i poteri su organizzazione e controllo interno della banca che vennero quindi usati per risolvere i problemi di natura organizzativa e procedurale emersi dall'ispezione del 2008. Questa aveva contestato, nel meccanismo di determinazione del prezzo e soprattutto l'assenza del parere di un esperto indipendente. Banktalia quindi iniziò un pressing e fece partire una seconda ispezione ad aprile 2009. Dopo un ulteriore scambio, l'istituto si adeguò nel 2011.
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Sabato 11 Novembre 2017, 09:50 - Ultimo aggiornamento: 11-11-2017 11:38


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