Banche dati e risorse, il mercato del lavoro nelle mani dei privati

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di Gigi Di Fiore

Quasi tutto il lavoro viene fatto online. Uffici bene arredati, ambienti accoglienti, niente resse di pubblico. È il mondo delle agenzie di somministrazione, le strutture che, di fatto, suppliscono ai limiti dei Centri per l'impiego. Gran parte della domanda e offerta di lavoro passa attraverso loro. Un'ottantina di società, grandi e medie, autorizzate dal ministero del Lavoro in tutt'Italia. A loro se ne aggiungono decine più piccole, a volte di carattere solo locale.

Anche a Napoli, città con circa 500mila disoccupati registrati nei Centri per l'impiego, lavorano le agenzie. In gergo, si autodefiniscono «player», mentre chi cerca lavoro diventa per loro una «risorsa umana». Il Manpower group è un colosso, in Italia dal 1994, con 250 uffici e 1500 dipendenti. La filiale napoletana, che si unisce a quelle di Pomigliano e Caserta, è in via Depretis. «Siamo leader nell'offerta di soluzioni strategiche per le aziende» dicono. E si spiega dalla storia: la società madre venne fondata addirittura nel 1948 negli Stati Uniti. Le registrazioni, gratuite, di chi cerca lavoro e allega curriculum e disponibilità a spostarsi sono tutte acquisite via computer. Quelle registrazioni finiscono per diventare enormi banche dati per la agenzie. I clienti, quelli che pagano a risultato ottenuto, sono le aziende. Incaricano le agenzie di trovare profili mirati di personale, le agenzie convocano, selezionano, in alcuni casi sono promotrici di corsi di formazione con l'obiettivo di dare ai clienti quello che cercano. Solo alcune affiancano le registrazioni via pc alla disponibilità a ricevere in sede lavoratori in cerca di occupazione.
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Giovedì 11 Ottobre 2018, 10:30 - Ultimo aggiornamento: 11-10-2018 15:33
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