Banca di credito popolare di Torre del Greco, la presidenza al «re» dei corallari

di Nando Santonastaso

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Per lui e per la sua famiglia parla la storia, quella della più antica e prestigiosa azienda «corallara» di Torre del Greco, una manifattura conosciuta in tutto il mondo e impreziosita da un Museo (nella Galleria Umberto a Napoli) che è meta quasi obbligata di turisti, visitatori e semplici curiosi, italiani e stranieri. Ma da ieri pomeriggio Mauro Ascione, 53 anni, è «anche» il presidente della Banca di credito popolare di Torre del Greco, uno degli istituti più importanti del sistema di credito meridionale. Lo ha eletto all'unanimità il Consiglio di amministrazione del quale Ascione fa parte da un tempo relativamente breve, meno di dieci anni: e basta solo questo dato a rendere il senso forse più autentico della sua elezione. La scelta completa infatti il percorso di rinnovamento e di rilancio dei vertici della Banca che già poche settimane fa aveva visto la nomina a direttore generale di Felice Delle Femine, proveniente da Unicredit e Carichieti, uno dei manager bancari più noti e accreditati in Italia. 

Il neo presidente, informa lo scarno comunicato della Banca, subentra a Filippo Perriccioli, «un passaggio che avviene nel segno di quel rinnovamento che ha caratterizzato l'azione e le strategie dell'istituto di credito nell'ultimo anno e mezzo». Ma il messaggio rivolto non solo ai soci ma al territorio va anche oltre: imprenditore a tutto tondo, Ascione è l'uomo giusto per aprire l'istituto ad una dimensione persino obbligata considerato l'attuale momento del credito in Campania (e non solo), e la necessità di accelerare sotto il profilo dell'innovazione dei servizi e del rapporto con gli utenti senza snaturare, ovviamente, la missione originaria della Popolare e il suo profondo radicamento sul territorio.

Schivo, poco amante della ribalta nonostante la straordinaria esperienza imprenditoriale di cui è protagonista, Ascione è stato chiaro e misurato anche nel suo primo intervento da neopresidente. Rivolgendosi al Consiglio di amministrazione, ha ammesso di ricevere «il testimone in un momento cruciale e impegnativo per il nostro Istituto e per l'intero sistema bancario». E di essere quindi «ancor più consapevole del ruolo e delle responsabilità che esso comporta, ma con la forza di un consiglio operoso e coeso per il raggiungimento degli obiettivi strategici in piena sintonia con il nostro Direttore generale».

Puntuale anche il riferimento alla condivisione dei valori dell'istituto torrese «che devono rappresentare l'asse portante per rilanciare la nostra Banca sui livelli di competitività che le appartengono per storia e tradizione. Per questo - ha agiunto - sono convinto che il grande capitale umano rappresentato in termini di competenze e professionalità, il sentimento di appartenenza all'Istituto, il senso della responsabilità e della condivisione del proprio lavoro, rappresentino la chiave per vincere la nostra sfida producendo quel valore insieme indispensabile per centrare i risultati che tutti auspichiamo per il bene nostro e dell'Azienda». 
Venerdì 4 Agosto 2017, 09:29
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