La lettera | «Tetto-paradosso, gli ammalati di altre regioni non possono farsi curare in Campania»

«È nota la necessità di creare centri di eccellenza in Campania tali da divenire punti di riferimento nazionali. Per questo motivo funziona un centro come "Toma Institute", convenzionato con il sistema sanitario, che vanta numerose collaborazioni internazionali nel campo della genetica oncologica. Alla struttura si rivolgono numerosi centri specializzati nella cura dei tumori e ospedali di ogni parte d Italia per indagini genetiche molecolari ad alta specialità. Queste indagini in molti casi risultano importanti per il tipo di terapia chemioterapica da dare. Di qui il paradosso campano: nella regione non viene attuata la mobilità attiva; si bloccano le prestazioni per mancanza di fondi.

In particolare, il punto dolente è che ogni anno le Regioni compensano le spese sanitarie tra loro, ma la Campania ha pazienti in uscita (mobilità passiva); mentre quelli in entrata (un lombardo che viene in Campania, quindi mobilità attiva) sono decisamente di meno. Ogni anno la Campania paga circa 400 milioni di euro contro i 90 che incassa. E, se in tutte le altre regioni, la mobilità attiva non ha un tetto (poiché paga la regione di provenienza), in Campania viene applicato un tetto ugualmente, cioè non viene considerata la mobilità attiva.

In tali condizioni, un centro di eccellenza che dovrebbe accogliere in Campania  pazienti da tutta Italia senza porre limiti al flusso, poiché pagherebbero le regioni di provenienza, si ritrova a dover sospendere l'erogazione del servizio: gli viene comunicato che il tetto previsto si è esaurito e la mobilità attiva non viene attuata.

Ma il Veneto  ha arricchito le casse regionali, portando 700 milioni di euro all'anno, nelle sue casse. Attualmente il "Toma Institute" ha dovuto sospendere il servizio di diagnosi genetica oncologica (comunicandolo ai numerosi ospedali ad esso afferenti mediante mail tale situazione) perché la regione Campania ha esaurito il fondo che di fatto non dovrebbe esistere per gli ammalati che provengono da fuori.

Siamo in una emergenza tale che per i casi gravi che non possono attendere ci siamo resi disponibili ad eseguire la prestazione a titolo gratuito.L'oncologo ci chiama, segnalandoci il caso specifico e così si eseguono le procedure per effettuare l'indagine gratis. È possibile che accada tutto questo?»

Raffaele Aiello
Sabato 7 Ottobre 2017, 19:19 - Ultimo aggiornamento: 08-10-2017 09:23
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