Una riflessione sulla famiglia nel segno di Françoise Dolto

Francoise Dolto
di Donatella Trotta

Che posto occupa la famiglia, oggi, in un’epoca di moltiplicazione e polverizzazione delle agenzie educative? Come fronteggia, questo nucleo comunitario primario, le veloci trasformazioni che – nel migliore dei casi – la rendono oggi soprattutto un ammortizzatore sociale? E come si attrezza, nell’oscillazione tra immaturità galoppante degli adulti (talvolta inadeguati ad assumersi la propria responsabilità educativa) e adultizzazione precoce dell’infanzia, per superare l’attuale e vistoso disagio di civiltà, spesso insostenibile? Sono domande che, con le loro derive patologiche, rimbalzano dalle cronache di ordinaria follia quotidiana agli studi degli specialisti della psiche (e dell’anima), interpellati a trovare chiavi di lettura e strumenti di prevenzione, formazione, cura.

Sembra partire da queste premesse di grande attualità la seconda edizione del ciclo di seminari dal titolo «Il discorso familiare. Ieri, oggi, domani», promosso dal Dipartimento Clinico «à Françoise Dolto» (coordinato dalla psicologa e psicoterapeuta Annamaria Spina) in collaborazione con il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Federico II di Napoli, che prenderà il via sabato 10 giugno alle ore 10 nella sede del PAN (Palazzo delle Arti di Napoli, in via dei Mille 60). Madrina del Dipartimento, Catherine Dolto, “figlia d’arte” che partecipò all’inaugurazione a Napoli nel dicembre del 2015. Protagonista del primo incontro del nuovo ciclo di seminari, in programma da questo giugno a novembre, la psicoanalista francese Monique Tricot: che interverrà sul tema «Il bambino, il medico e lo psicoanalista. Un’avventura condivisa nella protezione materna e infantile». Tricot, proveniente da Dijon e membro del Circolo Freudiano, ha un’esperienza significativa, maturata lavorando accanto a Françoise Dolto (Parigi 1908-1988), grande medico e psicoanalista francese di fede cattolica, cofondatrice nel 1953 con Jacques Lacan della Società francese di Psicoanalisi, promotrice nel 1979 della prima «Maison Verte» (la Casa Verde: luogo di accoglienza per bimbi da zero a tre anni con i loro genitori) e figura mediatica celebre per i suoi interventi divulgativi radiofonici negli anni Settanta in Francia, oltre che autrice di una vasta bibliografia sul suo metodo innovativo di lavoro con i bambini e gli adulti che ha letteralmente rivoluzionato la storia della medicina e della psicoanalisi al servizio dell’educazione e dell’infanzia: bambini di cui, per Dolto, bisogna porsi in ascolto e «liberare la parola» lavorando anche con i genitori, che sono «i primi a sapere».

Nella sua scia, Monique Tricot aggiunge: «Un neonato è un soggetto a cui indirizzarsi, soggetto portatore di una verità, verità della sua storia, verità che gli è propria, verità della storia della sua famiglia in ciò che ha deposto in lui la catena tra le generazioni». Di qui, prosegue Tricot, «una parte di questa verità che si dice nei sintomi. Dunque rivolgendoci al bambino come soggetto, ci diamo qualche possibilità di intenderla. Ciò che ascolta un analista, non è l’esattezza dei fatti ma la verità soggettiva. Di tale verità soggettiva noi dobbiamo esserne luogo di depositi e di trasformazione nell’intimità del segreto. Questa è una posizione etica ed una scommessa». A discutere con la specialista di questa sfida e scommessa, a Napoli, anche Antonio Maiolino (psicoterapeuta, psicoanalista, responsabile del Centro Clinico Espressione e direttore scientifico della Scuola di Psicoterapia Esculapio) e Marianna Palumbo, psicoterapeuta e tutor del Centro Clinico Espressione, che con Esculapio ha generato il Dipartimento intitolato alla Dolto con la finalità di realizzare «un progetto in cui l’esperienza clinica diventi uno strumento di sapere e uno stimolo nel campo della ricerca», come spiega Annamaria Spina, che coordina anche il ciclo di seminari che proseguirà , sabato 8 luglio alle 10 sempre nella sede del PAN, con un contributo di Patrizia Cammunci di Firenze, psicoanalista, psicoterapeuta e vicepresidente della Fairitaly Onlus, con la quale dialogheranno Narciso Maturo, dirigente psicologo dell’Unità operativa di Salute mentale della Asl Napoli 1 Centro, e Brunella Palmentieri, psicoterapeuta e tutor del Centro Clinico Espressione.

Dopo l’estate, i lavori proseguiranno nella sede del Dipartimento di Studi umanistici dell’università di Napoli “Federico II” (in via Porta di Massa, 1): venerdì 6 ottobre, alle ore 10, interverrà da Parigi Denise Sauget (psicoanalista, didatta, già docente alla Sorbona e membro della Fondazione Europea per la Psicoanalisi), con una riflessione sui concetti psicoanalitici nei confronti della promessa della scienza (Discussants: la fiorentina Adalinda Gasparini, psicoterapeuta, psicoanalista, didatta e presidente di Fairitaly Onlus, con la psicoterapeuta napoletana Gaetana Nappo); venerdì 3 novembre sarà poi la volta di Francesca Marone, pedagogista, psicologa, psicoterapeuta e docente di Pedagogia generale e sociale alla “Federico II”, con un intervento sul tema: «Raccontare le famiglie. Prospettive pedagogiche», in dialogo con Maria Grazia Riva ordinario di Pedagogia generale e sociale all’università di Milano-Bicocca e Grazia De Angelis, dottore di ricerca in Psicologia dello sviluppo e dell’educazione a Caserta.

Il ciclo di seminari prosegue così il cammino di un progetto transdisciplinare, concretamente dalla parte della famiglia, e dei bambini e ragazzi e particolarmente utile in un territorio come la Campania, che è la regione d’Italia con il maggior numero di giovani, purtroppo segnati da un crescente disagio (psichico, sociale, economico ma anche culturale ed educativo), dove serve un piano d’azione, e “interazione integrata”, non soltanto nella dimensione dell’esperienza clinica e della ricerca teorica, ma soprattutto nella prospettiva di buone pratiche che intrecciano i pilastri della salute “globale”, nell’accezione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) decclinati nella parola, nell’ascolto e nell’accoglienza a sostegno dei più piccoli, e della genitorialità. L’accesso ai seminari - che si avvalgono del patrocinio tra gli altri del Comune di Napoli, dell’Ordine degli Psicologi della Campania, dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e dall’A.O.R.N Santobono-Pausilipon – è gratuito, ma è richiesta la prenotazione obbligatoria, all’indirizzo: dipartimentodolto@scuolaesculapio.com.
 
 
Venerdì 9 Giugno 2017, 14:37 - Ultimo aggiornamento: 09-06-2017 14:37
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