Oltre il ciak, Napoli tra fiction e realtà negli scatti di Camerlingo

Alessandro Gassman sul set in uno scatto di Anna Camerlingo
di Donatella Trotta

Napoli come grande corpo/corpus narrativo, fonte inesauribile di ispirazione plurisecolare per artisti, musicisti, poeti, scrittori, registi, fotografi, teatranti, fumettisti, oltre che “topos” (non soltanto letterario) in molte opere della cosiddetta “creatività” umana. Non è certo una novità, e se ne dibatte da tempo in sedi accademiche (e non). Ma da qualche anno, complice il successo nazionale ed estero del “made in Naples” - dalla scrittura narrativa del cosiddetto filone Neapolitans, aperto da Elena Ferrante, all’arte, dalla musica fino al cinema – il grande “racconto di Napoli” sperimenta nuove vie, che potremmo definire crossover. Lo può dimostrare, per fare un solo esempio tra i più recenti, il successo a Venezia della «Gatta Cenerentola» in versione film di animazione firmato Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone, o le trasposizioni a fumetti (graphic novel, ovvero romanzo disegnato) dei best seller di Maurizio De Giovanni (con la sceneggiatura di Michele Assante Del Leccese, i disegni di Mario Schiano e l’art direction della Scuola italiana di Comix di Mario Punzo), non a caso diventati anche serial televisivi.
Si inserisce in questa scia una mostra, dal titolo appunto «Napoli tra finzione e realtà. Retroscena de I bastardi di Pizzofalcone», che espone le fotografie di Anna Camerlingo - empatica artista dell’obbiettivo attenta ai retroscena dei set - aperta fino al 22 ottobre a Napoli, nella sede museale di Villa Pignatelli (Riviera di Chiaia 200, orari: 10-17, ultimo ingresso ore 16, martedì chiuso)): che si conferma così autorevole Casa della fotografia, spazio di confronto per i linguaggi di questa specifica arte espressiva.

L’esposizione, promossa in collaborazione con il Polo Museale della Campania, curata dalla Film Commission Regione Campania in collaborazione con Rai Fiction e Clemart, nell’ambito del progetto «Nuove Strategie per il Cinema in Campania» - programmato e finanziato dalla Regione Campania con i fondi POC 2014-2020 – rappresenta infatti una occasione che sembra adombrare due obiettivi di fondo. Da un lato, offrire ai visitatori un inconsueto racconto per immagini sulla città, con uno sguardo “dietro le quinte” dei set allestiti per la versione fiction tv dei gialli degiovanneschi, capace di intrecciare negli scatti in bianco e nero i chiaroscuri di siti e persino umori degli interpreti in scena, tra interni ed esterni urbani conotati da miseria e nobiltà, lusso e degrado. Ma dall’altro lato, l’iniziativa prosegue anche un percorso iniziato dalla Film Commission Regione Campania nel 2005, con la pubblicazione della raccolta fotografica Scenari – 10 anni di cinema in Campania, volto a celebrare lo speciale rapporto fra la creazione e produzione audiovisiva e il territorio, che non solo ne ospita le lavorazioni, ma – appunto - ne ispira scenari, ambientazioni, storie, colori, sonorità e suggestioni plurisensoriali.

Che cosa accade oltre il ciak che dà l’avvio alla recitazione di Alessandro Gassman, Carolina Crescentini e degli altri attori della fiction? E soprattutto come emergono, nella loro reale identità, i luoghi abitati dalla finzione della scrittura e della trasposizione televisiva? Le risposte nell'ibridazione della mostra di Camerlingo: che offre un percorso significativo, utile a guardare con occhi nuovi centro storico e periferie, interni borghesi e ambientazioni ultrapopolari come specchio rifrangente la poliedricità di una città capace, sempre, di destare stupore. Un viaggio che dalla Riviera di Chiaia alle vie del mare, dalla zona del Porto di Napoli a Ponticelli, dalla Sanità a Posillipo, da Monde di Dio fino a Portici si snoda evocando con complice naturalezza la complessità antropologica e le molteplici visioni di un mondo metropolitano che guarda al mondo, e ne è – da sempre – guardato.  
 
Mercoledì 27 Settembre 2017, 13:30 - Ultimo aggiornamento: 27-09-2017 13:30
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