Napoli, il Teatro San Carlo apre le sue porte agli immigrati

di ​Donatella Trotta

Il Teatro San Carlo apre le sue porte agli immigrati. Con un gesto di civiltà e di accoglienza solidale, organizzato in collaborazione con il Comune di Napoli, che sembra mettere in pratica una convinzione, tra gli altri, di Peppino Impastato: «Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà… bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione, ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore».
 
E saranno in mille e trecento migranti, oggi alle ore 18, a vivere un importante e simbolico momento aggregativo di bellezza, curiosità e stupore, assistendo gratuitamente a un concerto per pianoforte e coro, offerto in dono dal Massimo napoletano che per la prima volta nella storia – forse unico teatro di tale levatura, a livello internazionale – si apre così ai migranti di tutto il mondo realizzando un evento non soltanto musicale che -  con la direzione di Marco Faelli, il Coro del San Carlo e Vincenzo Caruso al piano – prevede un programma di musiche di arie di Verdi, Bizet, Mascagni e Puccini.
 
L’appuntamento rientra nell’ambito del meritorio progetto interculturale Arte e Accoglienza, promosso dall’Associazione Antirazzista Interetnica 3 Febbraio (A3F) presieduta da Gianluca Petruzzo,  che così ne sottolinea lo spirito che anima la proposta: «Abbiamo raccolto – dice Petruzzo – la disponibilità del Comune di Napoli e del San Carlo nel sostenere un gesto di civiltà e di amicizia verso profughi e immigrati che vivono nel nostro Paese. È nostro intento infatti che l’arte possa essere accessibile a tutti,  per una convivenza pacifica tra le genti. Nel tempo in cui si ergono muri e si difendono le frontiere ma non le persone, la nostra iniziativa vuole indicare invece un’altra strada. Una strada diversa dallo spettacolo indegno dei due balordi lavoratori della Lildl che hanno sequestrato due donne rom, deridendole e insultandole; una strada diversa dall’istigazione al rassismo di Salvini: la strada per l’affermazione di una piena accoglienza e dignità per tutti i profughi e immigrati, in una società libera aperta e solidale. È una questione di umanità».
 
Gli fanno eco il sindaco di Napoli Luigi De Magistris e l’assessore alla Cultura Nino Daniele, che saranno presenti al concerto: «Un’occasione importante e significativa, questa – commentano - che intende dimostrare concretamente il legame tra il Teatro Massimo di Napoli e tutti gli abitanti della città, indipendentemente dalla loro provenienza d’origine». Perché il diritto alla bellezza non ha confini, e non esiste un’umanità di scarto, come ripete papa Francesco nel suo magistero dalla parte delle periferie: geografiche, interiori ed esistenziali.
 
 
 
Martedì 28 Febbraio 2017, 13:59 - Ultimo aggiornamento: 28-02-2017 13:59
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