Emozioni a colori con Ferraro, Possentini e Porcella: verso i sogni nel cappello di Bologna

di Donatella Trotta

Cappelli pieni di sogni. Scintillanti. Con tante bambine che saltellano allegramente portando al guinzaglio grandi copricapi dentro i quali crescono piante rigogliose: è l’identità visiva della 55esima Fiera internazionale del Libro per Ragazzi, in programma a Bologna dal 26 al 29 marzo, affidata alla giovanissima illustratrice francese Chloé Alméras. Eloquente lo slogan del più atteso e importante appuntamento mondiale, vetrina internazionale dell’editoria specializzata in Juvenilia: «Fertile ground for children’s content», ossia “terreno fertile per il contenuto dei bambini”.

Così, per il secondo anno consecutivo, dopo la Chimera fantastica realizzata per l’edizione 2017 dal riminese Daniele Castellano, la Bologna Children’s Book Fair (BCBF) ha ora individuato e scelto la fresca creatività dell’artista francese per connotare l’immagine di un appuntamento di aggiornamento prezioso, confermando anche il ruolo di talent scouting dell’Ente Fiera con artisti emergenti di tutto il mondo. Non a caso, in vista della conferenza stampa di presentazione delle novità in programma nella BCBF 2018, prevista a Milano il 13 febbraio prossimo alle ore 12 (nella sede del Laboratorio Formentini, in via Formentini 10: interverranno Gianpiero Calzolari, Presidente BolognaFiere; Jayang Yuan, Exhibition Manager della Beijing International Book Fair; Beatrice Fini, responsabile del Gruppo editori per ragazzi di Aie; Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Bellonci che veicola il premio Strega Ragazze e Ragazzi; ed Elena Pasoli, Exhibition Manager di Bologna Children’s Book Fair), sarà anche inaugurata a partire dalle 18.30 la mostra «Chloé Alméras. Un cappello di sogni», nello stesso spazio milanese dedicato all’editoria, nel cuore di Brera, da sempre considerato il quartiere degli artisti per la presenza dell’Accademia di Belle Arti e della Pinacoteca.Un’occasione piacevole per ammirare in anteprima (fino al 2 marzo), nel Laboratorio Formentini e grazie al Mimaster Officine Buena Vista, l’operato di Alméras con i lavori che l’artista francese ha realizzato per il concept della Fiera 2018, supportata nel suo percorso da Chialab.
 
E a proposito di arte, bambini e creatività, anticipiamo qui anche l’imminente pubblicazione di un albo illustrato che, per le collaudate professionalità delle autrici e la cura del progetto, sembra destinato a sorprendere, emozionare e coinvolgere per il suo originale impianto sinestetico: stiamo parlando di A colori, in uscita in questi giorni per Bacchilega Junior, che lo presenterà in anteprima proprio a Bologna  martedì 27 marzo (dalle 9 alle 11 in sala Allegretto alla Bookfair e, sempre martedì 27 alle 18.30, nella sede della libreria Ubik Irnerio di via Irnerio 27 a Bologna).

L’autrice, Barbara Ferraro, ha una solida formazione filologica che le ha trasmesso una cura attenta e amorevole per le parole, da lei coltivate “con affetto”. Un bagaglio di variegate esperienze editoriali (per la Fondazione Roberto Rossellini, di cui ha curato il lato “cantastorie”, e vari gruppi editoriali tra i quali Beisler), studiosa di letteratura per l’infanzia, esperta di fiabe e redattrice per DANA, marchio del gruppo RW, è anche copywriter, editor, blogger di AtlantideKids e collaboratrice della rivista on line Libri Calzelunghe, oltre a lavorare in una libreria indipendente per bambini dall’emblematico nome “Il giardino incantato”. Dopo aver firmato per Bacchilega il testo di Blu di Barba (2017), ora il nuovo libro, illustrato da una inaspettata Sonia MariaLuce Possentini: artista di culto pubblicata in tutto il mondo e insignita di numerosi riconoscimenti, tra i quali il premio Andersen 2017 come miglior illustratore («Per essere diventata, con tenacia e rigore, una delle voci più alte e interessanti della nostra illustrazione. Per una produzione sempre contrassegnata da qualità e originalità. Per la raffinatezza e morbidezza di un segno capace di entrare in costante rapporto con il testo»).

In questo nuovo albo illustrato, un’inedita Possentini sperimenta in controcanto con il testo di Ferraro, sintetico più di un haiku ed essenziale come un segno grafico, spunti per suggestivi “quadri narrativi” pluricromatici con nuove modalità espressive, sotto la guida sapiente della sensibilità appassionata di una terza donna di comprovata competenza: Teresa Porcella, curatrice del libro con la sua poliedrica esperienza di editor freelance, formatrice, docente, musicista, autrice, libraia, curatrice di collane progettualmente innovative (come Rivoluzioni, per Istos edizioni), anima della parte ragazzi del Festival letterario di Gavoi, in Sardegna. Un eclettismo a tre voci che si riverbera nel progetto editoriale di un libro per bambini e non solo, nel quale il piacere dello sguardo (e della scoperta) incrocia sinestesie che si trasformano in immagini e in colori, protagonisti nella loro fusione con le parole che interpellano il lettore: quali emozioni offre il colore giallo? Che sapore ha il viola? E il bianco? E il rosa? E ancora: che colore ha una porta che sbatte? O un sorso d’acqua fredda? O un risveglio assonnato? Se la distanza che separa è – intuitivamente – nera, e «giallo il livore che imbroglia», infinite sono le potenzialità associative di un gioco serio che può portare piccoli e grandi a sempre nuove trasformazioni, colorando le sensazioni più profonde del proprio mondo emozionale.

Nella pur vasta bibliografia esistente sul tema delle emozioni, questo albo si propone in modo non scontato né banale come un percorso personalizzato che è anche un invito creativo al pensiero laterale, amplificato dall’arte di Sonia MariaLuce Possentini con un tratto capace di dialogare con le parole. I colori diventano così essenza e confine, assecondando il fluire e le sfumature delle stagioni, della natura e dell’anima. «A colori – spiega l’autrice Barbara Ferraro - è un dono che ho fatto a me stessa, lasciando libere le mie sensazioni, e che ho ricevuto, per la consistenza magica che esse hanno trovato su carta. A mio avviso i libri devono essere particolarmente curati, essere frutto di lavoro autoriale, devono rifuggire a luoghi comuni ed essere scevri da sciatteria. Per questo mi piace indugiare sul dialogo tra testo e immagini, considerarne l’equilibrio, il ritmo, e amo le case editrici caratterizzate da un’idea, uno stile ben riconoscibile, e coerenza». Le fa eco l’illustratice e compagna d’avventura: «Questo albo – dichiara Sonia MariaLuce Possentini - risponde alla mia necessità di lavorare sull’immediatezza del segno, abbassando il livello della rappresentazione figurativa e privilegiando invece l’essenzialità e l’impatto cromatico». Una sfida, insomma. Così sintetizzata dalla curatrice Teresa Porcella: «Curare un albo di questo tipo significa trovare un ordine, un criterio, un ritmo che consentano di fondere testo e illustrazioni esaltandone l'impatto emotivo».

Un approccio particolarmente necessario, in un momento di pericoloso analfabetismo emotivo-sentimentale e derive anaffettive: terreno fertile non per i sogni migliori dei bambini (e deigli adulti), ma per gli incubi di devianze praticate ad età sempre più basse. A Napoli come altrove. L’educazione precoce alla bellezza può essere un argine prezioso. 
Mercoledì 7 Febbraio 2018, 21:35 - Ultimo aggiornamento: 07-02-2018 21:35
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