Bambine, fate e regine: a Genova il femminile visto da Luzzati

Una illustrazione di Luzzati
di Donatella Trotta

 «Donne, bambine, fate e regine»: ci voleva il genio poetico di Emanuele Luzzati a stemperare l’orrore contro il femminile considerato invece come preda, oggetto sessuale, “non persona” subalterna che continua a grondare – purtroppo pressoché quotidianamente - dai fatti di cronaca: tra gli ultimissimi, i drammatici episodi del massacro della 16enne Noemi Durini nel Leccese, accanto - notizie di oggi - al tentato stupro di una bimba cinese di sei anni a Milano e alla segregazione in casa, per quattro anni, di una promessa sposa bambina a Firenze da parte del padre-padrone serbo che l’aveva “venduta” per 15mila euro. Infanzie, adolescenze violate e spezzate nell’incanto di una stagione che non dovrebbe conoscere il dolore della violenza.
 
E allora, proprio mentre la controffensiva maschile sembra scatenarsi in una escalation contro bambine, ragazze e donne, da parte di uomini e giovani di ogni età e condizione - persino in divisa da carabiniere! – ecco che il Museo Luzzati di Genova decide, non a caso, di prorogare una importante mostra sul “femminile disegnato” da Lele Luzzati, compianto grande scenografo, illustratore e artista genovese, dal titolo appunto «Donne, bambine, fate e regine», prorogata per il successo di pubblico fino a domenica 22 ottobre nella sede museale di Porta Siberia, nel Porto Antico del capoluogo ligure, inaugurata nel 2001 negli spazi di Porta Siberia: ideata nel ‘500 da Galeazzo Alessi e resa all’originario splendore su progetto di Renzo Piano, grazie all’intervento della Porto Antico Spa.
 
Il Museo Luzzati - che ospita tra l’altro l’archivio completo delle opere dell’artista genovese e organizza le mostre di Luzzati in Italia e nel mondo, oltre a realizzare laboratori didattici aperti a scuole, bambini e adulti - rilancia così un aspetto poco esplorato nella traiettoria creativa del Maestro: la mostra, che nasce in collaborazione con la Fondazione Cerratelli - il più importante archivio esistente di costumi, abiti e materiali sartoriali - racconta infatti di un Luzzati interprete di un tema inconsueto, la rappresentazione della figura femminile, in diversi ambiti praticati nella sua ricerca da Luzzati ed esplorati dallo sguardo eccentrico, dall’inconfondibile cifra stilistica e dalla peculiare sensibilità dell’artista, rispettoso della molteplicità di connotazioni legate all’eterno femminino valorizzato dall’immaginario letterario, fantastico e musicale.
 
Dall’illustrazione al teatro, soprattutto, sono così variegate le peculiarità e le caratteristiche del “secondo sesso” in Luzzati: c’è ad esempio la lieve e lirica sensualità del volume Dodici Cenerentole in cerca d’autore, accanto alle rappresentazioni a tinte grottesche per le favole dei Grimm e alle maschere per lo spettacolo teatrale Lea Lebovitz, fino ad arrivare alle immagini più oniriche e fiabesche realizzate dall’artista per Alice nel paese delle meraviglie, e a quelle raffinate ed eleganti per La Cenerentola. Ad impreziosire l’esposizione, anche i costumi della Fondazione Cerratelli, progettati proprio dal maestro Luzzati - autore pure di alcuni interventi pittorici autografi su alcuni di essi -, per le opere liriche Cenerentola, Matilde di Shabran e L’italiana in Algeri di Gioacchino Rossini, il Don Giovanni  di Wolfang Amadeus Mozart e La carriera di un libertino con musiche di Igor Stravinsky.
 
Significativo anche il patrimonio della Fondazione Cerratelli, partner dell’iniziativa culturale/educativa: fondata nel 2005 a San Giuliano Terme (Pisa), raccoglie oltre 30mila costumi teatrali e cinematografici, una collezione di circa 300 abiti originali e di alta moda e un archivio di cartamodelli storici e di moda. Missione della Fondazione, conservare e valorizzare il suo importante patrimonio promuovendo la diffusione della cultura legata al teatro di prosa, al teatro lirico e al cinema attraverso incontri e convegni sul settore, accanto alla promozione di corsi di alta formazione per formare i giovani e per tramandare il mestiere del sarto e del costumista teatrale, ad attività di restauro e riadattamento di costumi di scena per nuovi eventi nell’ambito lirico, teatrale, televisivo e cinematografico e al lavoro di catalogazione scientifica e informatizzata dei costumi della collezione, in collaborazione con l’università di Pisa.
 
Un impegno sinergico fecondo,  esemplificato dall’alleanza con il Museo Luzzati per offrire un altro sguardo sulla magia di un femminile vilipeso dalla brutale ignoranza di molti uomini. La mostra è aperta tutti i giorni, dal martedì alla domenica, dalle ore 11 alle 18 (chiusura il lunedì). 
Giovedì 14 Settembre 2017, 14:46 - Ultimo aggiornamento: 14-09-2017 14:46
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