All’università omaggio alla passione e all’ironia di Concetta Barra

di Donatella Trotta

Sulla natìa isola di Procida, nel quartiere di Terra Murata dove ha vissuto, c’è una strada che porta il suo nome. E pure l’atrio principale della scuola media statale «Antonio Capraro» è intitolato a lei: perché Concetta Barra (nata l’11 febbraio 1922, scomparsa il 4 aprile 1993) resta, nella memoria collettiva, come impareggiabile artista che ha dato lustro alla sua isola, e non solo, segnando la storia del teatro e della canzone popolare. Una donna che con la sua voce intensa che ha cantato numerosi testi della tradizione popolare, sia napoletana che specificamente procidana, oltre ad essere stata indimenticabile e sanguigna interprete teatrale, dalla cifra dialettale e dall’energia vitale sprigionate da un fisico asciutto e minuto. Non a caso, l’università di Napoli «Federico II», con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura e Turismo di Napoli, dedica ora un nuovo omaggio all’artista procidana, dal titolo «Per Concetta Barra. Passione e ironia di una grande artista».

L’appuntamento è domani alle ore 11, nell’Aula Pessina dell’Edificio Centrale dell’università in Corso Umberto I. La manifestazione, coordinata dall’ex rettore Massimo Marrelli, sarà introdotta dal rettore Gaetano Manfredi, dal prorettore Arturo De Vico e dal direttore del Dipartimento di Studi Umanistici Edoardo Massimilla, con l’assessore comunale alla Cultura Nino Daniele. A seguire, i contributi di Peppe Barra, figlio (anche d’arte) di Concetta, del critico teatrale Giulio Baffi, del regista Lamberto Lambertini (autore tra l’altro di una intensa biografia dal titolo Sono nata a Procida. Memoria impossibile di Concetta Barra, edita da Colonnese nel 2001) e dell’italianista Pasquale Sabbatino. Non solo: ad arricchire il flusso di interventi e ricordi, non mancherà, alle 12.40, un momento spettacolare durante il quale l’artista Peppe Barra, accompagnato dal Maestro Paolo Del Vecchio, canterà alcuni successi del repertorio della madre. Obiettivo dell’iniziativa, spiegano gli organizzatori, quello di far rivivere la figura di Concetta Barra, ripercorrendo le tappe della sua carriera artistica e il suo rapporto con la tradizione popolare. «Ci proponiamo di disegnare a più mani e con diverse competenze – afferma ad esempio Pasquale Sabbatino – il ritratto di una grande artista del secondo Novecento. Con la sua passione e la sua ironia ci racconta la storia dei nostri tempi, ma la sua particolarissima voce sembra venire da figure femminili della mitologia per diventare mito reincarnato».

Il Maestro Peppe Barra, non a caso membro del Comitato Scientifico del Master di II livello in Drammaturgia e Cinematografia, ha condiviso per molti anni insieme a Concetta la scena nazionale e internazionale, distinguendosi per la peculiare identità mediterranea, ben radicata saldamente nella storia e nelle antiche tradizioni popolari del nostro territorio. E così parla della madre: «Concetta – racconta Peppe Barra – è stata una donna eccezionale sia come artista sia prima di tutto come madre, a tal punto che decise di abbandonare la vita artistica per dedicarsi totalmente ai figli. Ma, una volta entrato a far parte della Nuova Compagnia di Canto Popolare, la convinsi a ritornare alla ribalta. Ebbe così inizio il nostro sodalizio, che ci ha visto, sia in Italia sia all’estero, recitare e cantare insieme fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1993. Nonostante il dolore per la sua assenza, ho deciso di continuare, sapendo che mia madre avrebbe desiderato questo. Mi rende molto felice sapere che l’Università abbia deciso di renderle omaggio con una manifestazione aperta ai giovani, con i quali avrò il piacere di condividere emozioni e sensazioni attraverso canzoni ed aneddoti della mia vita con lei».

Anch’egli figlio dell’isola di Procida, Peppe Barra conserva gelosamente, al pari di Concetta, il gusto dell’appartenenza linguistica, coltivando la tendenza per la variazione dei suoni e del lessico di un dialetto antico e nobile. «Quest’anno si terrà a Procida la terza edizione – annuncia ancora l’artista – del “Premio Concetta Barra”, nato dal grande amore che gli amici provavano per Concetta. Ringrazio anche per questo la Federico II, che ha il merito di aver contribuito a trasformare in realtà un sogno che avevamo un po’ tutti nel cassetto. Non è, infatti, solo un premio incentrato sull’arte, ma anche sull’amore per i giovani e sui grandi valori culturali. È un premio che ricorda ogni anno una bella figura di donna procidana, esaltando il valore di un’isola con tutte le sue tradizioni e tutta la sua bellezza culturale».

 
Martedì 2 Maggio 2017, 13:33 - Ultimo aggiornamento: 02-05-2017 13:33
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