Rinasce il Villaggio Turistico
Le Rocce di Mazzarò

Il villaggio “Le Rocce” di Mazzarò, frazione del comune di Taormina, in provincia di Messina, è stato fino agli anni ’50 un complesso turistico e meta esclusiva della Sicilia.

L’insediamento originale prevedeva 45 piccole costruzioni tipo bungalow dislocate in una distesa protetta da una rigogliosa vegetazione mediterranea realizzato, all’epoca, per volontà dell'assessorato regionale al Turismo e inaugurato nel lontano 1954.

Il progetto del villaggio era stato pensato con estrema cura e in rapporto di continuità con il paesaggio e l’ambiente circostante, proprio nel momento storico di massimo splendore di Taormina che vedeva la sua ascesa incontrastata come destinazione privilegiata del turismo internazionale. Poi, nel corso del tempo, la mala gestione ne ha condizionato la conservazione. A causa dell’immobilismo amministrativo, “Le Rocce” fu chiuso al pubblico nel 1972, lasciando la struttura abbandonata al degrado e alla mancanza di cura. Oggi sono rimaste 25 casette diroccate e disseminate tra rifiuti, lamiere, frammenti di vetro a recidere la memoria che conserva ancora l’eco della “dolce vita” che fu.

Ma dopo oltre 50 anni, lo scorso dicembre, il comune di Messina ha riconosciuto il ruolo e il valore etico delle attività di Antonio Presti e ha siglato l’accordo che prevede la concessione in comodato d’uso per 99 anni del «Villaggio Turistico Le Rocce di Mazzarò» alla Fondazione Antonio Presti Fiumara d’Arte.

L’obiettivo è quello di recuperare, riqualificare, ma soprattutto far rigenerare il paesaggio attraverso l’opera di un intellettuale che – andando controcorrente – è riuscito sempre a innovare con la forza dell’anima e del cuore. L’accordo prevede inoltre la realizzazione di un orto botanico, interventi di salvaguardia e valorizzazione delle coste e dell’ambiente, l’attivazione di percorsi turistici, ambientali e culturali, l’attivazione di un’accademia delle arti e del restauro con una sezione specifica dedicata al turismo da destinare prevalentemente all’attività museale all’aperto con opere provenienti da tutto il mondo realizzate in loco e disseminate nel territorio sul modello di Fiumara d’Arte.

Un luogo dimenticato per oltre 50 anni che rinascerà con l’arte, uno spazio profanato che ritorna a vivere in nome del paesaggio e con il valore etico ed estetico che ha sempre caratterizzato le azioni di Presti.
 
 
Lunedì 5 Giugno 2017, 19:02 - Ultimo aggiornamento: 05-06-2017 19:02
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