Pompei, sui mosaici
si «galleggerà»

di Carlo Avvisati

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Una passerella di vetro per proteggere dalle «irriverenti» e dannose calzature dei visitatori uno dei più belli e preziosi pavimenti mosaicati di Pompei, quello dell'atrio della «Casa dell'Orso ferito», la domus situata sulla via degli Augustali, nel centro antico della città romana, a nord del Foro. Un espediente, quello di mettere una passerella di vetro a protezione di un pavimento musivo, che viene utilizzato per la prima volta in quest'area archeologica, se non si considerano i vecchi e spessi vetri che, quasi mezzo secolo fa vennero posati come struttura di calpestio nella novecentesca Direzione, che ora ospita il Laboratorio di ricerche, e che da allora salvaguardano le evidenze archeologiche sottostanti. La casa dell'Orso ferito, difatti, nonostante il restauro delle strutture e degli apparati musivo decorativi, era rimasta vietata alle visite proprio in attesa di un intervento che ne salvaguardasse il recuperato pavimento, come annunciato dal direttore generale del Parco Archeologico, professor Massimo Osanna.
 
 


La passerella è fatta da più parallelepipedi di vetro, che disegnano il percorso partendo da un ingresso laterale, raggiungono la vasca con fontana, girano attorno all'impluvium (una vasca quadrangolare a fondo piatto, che si trovava nell'atrio delle case romane e era progettata per raccogliere l'acqua piovana) e riportano all'entrata. Resta così vietato l'accesso attraverso l'antico passaggio (vestibulim e fauces), che per mezzo del corridoio immetteva nell'atrio, perché impreziosito dal mosaico che ha dato il nome alla casa: appunto un «Orso ferito». Realizzato con tessere di marmi colorati, il quadretto propone un orso che tenta di strapparsi dal corpo l'asta che lo ha trafitto. In alto, a sinistra, in tessere nere, è tracciata la parola «HAVE», benvenuto. La passerella è larga un metro; alta dieci centimetri e il vetro con il quale è stata realizzata è spesso un centimetro. Il materiale utilizzato risponde a tutte le caratteristiche di sicurezza, tanto per i visitatori quanto per il pavimento sottostante. E questo perché le moderne tecnologie hanno consentito di mettere a punto elementi che se da un lato non hanno peso elevato, dall'altro danno sicurezza al pari di quelli antisfondamento.

Una delle caratteristiche della casa, che non è molto grande e che venne scavata tra il 1862 e il 1865, è quella di conservare, oltre al bel mosaico dell'atrio, a nido d'ape con una fila di pelte nere (sono elementi geometrici) e una treccia a due capi, bianca su fondo nero che circonda l'impluvium, anche una fontana a edicola di eccellente fattura. Situata alle spalle di un piccolo giardino, la fontana propone un fondale marino popolato di pesci e dal quale emergono le figure di Nettuno e di venere, quest'ultima adagiata in una conchiglia. Ovviamente, considerata la scarsa area calpestabile della pedana, si dovrà giocoforza muoversi in fila indiana e non sostare troppo per evitare di creare «imbottigliamenti» nella piccola domus. Altro accorgimento sarà quello di contingentare le visite, se non si vuole rischiare di stressare le strutture antiche.

I lavori per la messa in opera della passerella dovrebbero terminare a breve. Forse già entro il tre luglio. Data in cui ritorna a Pompei il ministro per i Beni Culturali, Dario Franceschini, per inaugurare i percorsi notturni. Assieme a Franceschini saranno negli scavi anche il ministro per la «Coesione territoriale e il Mezzogiorno», Claudio De Vincenti, e i vertici di «Enel Sole», che sostiene l'iniziativa. L'arrivo del ministro è previsto per le 19 e 30. Ma si dovrà necessariamente aspettare le 21 e 30 per vedere illuminate le aree interessate e i relativi monumenti. Tra questi, l'area del Foro civile, la Basilica, i teatri. Sul numero di visite, sugli orari di inizio e fine, oltre che sulla consistenza dei gruppi non ci sono ancora notizie certe. Così come è ancora oggetto di trattativa l'utilizzo di personale di custodia degli scavi per il controllo dei settori. L'obiettivo di Franceschini, più volte dichiarato, è quello di una Pompei molto vicina per presenze al circuito «Colosseo - Foro romano». Un traguardo che si potrebbe raggiungere appunto con un'apertura serale e notturna che iniziando in aprile si prolungasse sino all'autunno inoltrato.
 
Martedì 27 Giugno 2017, 09:30 - Ultimo aggiornamento: 27-06-2017 11:58


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