«Ci rivedremo a Filippi», al Maschio Angioino la mostra di Franz Borghese

Inaugura domenica 28 ottobre 2018 al Maschio Angioino per la prima volta a Napoli la mostra istituzionale di Franz Borghese concepita appositamente per questa occasione espositiva, dal titolo “Ci rivedremo a Filippi”, a cura di Marina Guida.
 
Il progetto, organizzato dalla galleria Italarte in collaborazione con l’assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, si compone di tre corpus di opere grafiche: 8 tempere (tutte inedite, mai esposte sinora), 20disegni a china originali, 7 acqueforti (alcune delle quali inedite) ed una scultura in bronzo.
Aperta fino al 26 novembre 2018, la mostra accoglie i visitatori in un’atmosfera ironica e surreale.
 
Il titolo del progetto è mutuato da una celebre frase giunta a noi dall’antichità. Secondo la tradizione, fu pronunciata dal fantasma di Giulio Cesare che così si rivolse a Bruto. Lo storico Plutarco nell’opera “Vite parallele” racconta che Bruto, ossessionato dai sensi di colpa per aver ordito e partecipato alla congiura nella quale Cesare, era stato assassinato, sognò una entità che gli disse: “Sono il tuo cattivo demone, Bruto ci rivedremo a Filippi”. Ma fu solo il grande drammaturgo inglese William Shakespeare nel suo “Giulio Cesare” a personificare il fantasma non meglio identificato citato da Plutarco in quello del dittatore stesso. L’espressione attualmente è usata per indicare che prima o poi si arriverà ad una resa dei conti.
 
Il percorso espositivo è articolato in 3 sezioni. Nella prima sala è in esposizione una serie di otto tempere degli anni ’90 di medie e grandi dimensioni – inedite - e 7 acqueforti tratte dalla cartella “l’amore classico” del 1975, che raccontano l’universo visionario di Franz Borghese, la sua ironica analisi della borghesia. In tono caricaturale, l’artista passa al setaccio le umane debolezze e lo svuotamento valoriale, che contraddistinguono l’agire di piccoli personaggi, in eterno affannoso movimento: signore con il cagnolino, signori in monocolo e cilindro, prelati, cardinali gendarmi, assassini, narcisisti, servitori, buffoni, equilibristi, funamboli, prestigiatori, affabulatori, i tradimenti, ed i regolamenti di conti di una società alla deriva. L’artista mette in scena un imponente corteo di creature mostruose e grottesche, una onnicomprensiva caricatura trasformativa e deformante, che rende gli esseri umani manichini di se stessi. Nella seconda sala sono in esposizione 20 disegni originali a china, tratti dal ciclo “W la Guerra” del 1976 nei quali emerge il suo impegno antimilitarista. Si tratta di disegni volti a smascherare i meccanismi perversi che presiedono gli stermini organizzati che vanno sotto il nome di guerre, mettendo in luce - con la sua cifra stilistica sempre ironica e caricaturale - le conseguenze ed i falsi miti che la borghesia artatamente da sempre costruisce per esaltarle e giustificarle. Tutti i lavori selezionati, sono degli anni Settanta e Novanta nei quali l’artista denunciava lo spettacolo della mediocrità della classe borghese, che dell’ipocrisia moralistica aveva fatto costume di vita e dell’indifferenza e della violenza - declinata in tutte le forme - buona norma di condotta. Gli atteggiamenti dei soggetti di Franz Borghese descrivono lo spirito di una nazione che solo in apparenza sembra passato, ma a ben guardare perdura tutt’oggi.
 
Sabato 27 Ottobre 2018, 19:47
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