Il Terzo Paradiso di Pistoletto alla Palestra Grande di Pompei

di Carlo Avvisati

Pompei dall'«inferno» dei crolli al «paradiso» della rinascita. Di più. La città antica e la sua area archeologica andranno letteralmente nello spazio con «Il Terzo Paradiso» di Michelangelo Pistoletto, una installazione d'arte che, appunto nella città distrutta dal Vesuvio nel 79 dopo Cristo, aprirà la Prima Giornata nazionale del Paesaggio istituita, nello spirito della Convenzione Europea del Paesaggio, nell'ottobre 2016. La grande opera sarà difatti visibile anche dallo spazio. E, per questo motivo, l'astronauta Paolo Nespoli dell'Esa, l'Agenzia Spaziale Europea, nella sua prossima missione riprenderà tutte le installazioni «Terzo Paradiso» del maestro che sono disseminate nel mondo: alla Piramide del Museo del Louvre di Parigi; a Ginevra per i settanta anni delle Nazioni Unite, all'Arena di Verona, tanto per citarne alcune. Attraverso un'app di nuova generazione chiamata «Spac3», sviluppata dell'Esa e dall'Asi (Agenzia spaziale italiana) in collaborazione con Ram (Radioartemobile) e con Città dell'arte Fondazione Pistoletto, sarà possibile selezionare e combinare con le proprie foto quelle che l'astronauta invierà dallo spazio.
La manifestazione sulle Giornate del Paesaggio, che interessa l'intero territorio italiano e che secondo il Mibact «vuole essere un'occasione per approfondire la riflessione sulla cultura del paesaggio, diffondere la conoscenza del suo significato e la consapevolezza del suo valore», sarà presentata martedì prossimo a Roma, dal ministro Franceschini, e avrà tra gli ospiti d'onore Michelangelo Pistoletto, tra i maggiori esponenti del movimento d'avanguardia dell'Arte Povera.

L'installazione, una stilizzazione del simbolo matematico dell'infinito, in cui tra i due cerchi che lo costituiscono è stato inserito un altro elemento circolare a fare da legante (da qui il titolo di «Terzo paradiso»), occuperà uno spazio di circa cinquanta metri e sarà allestita nell'area della Grande Palestra, dove resterà visitabile sino alla fine di luglio 2017. Insomma Pompei, la sua rinascita reale, attraverso il Grande Progetto che ne ha messo in sicurezza strade, edifici pubblici e privati, farà da punto d'incontro tra il passato e il futuro diventando ipotetico luogo ideale, paradisiaco appunto.

D'altra parte il simbolo dell'infinito utilizzato da Pistoletto punta proprio a questo: secondo il maestro, difatti «il Terzo Paradiso» non è altro che «la fusione fra il primo e il secondo paradiso. Il primo è quello in cui gli esseri umani erano totalmente integrati nella natura. Il secondo è il paradiso artificiale, sviluppato dall'intelligenza umana, fino alle dimensioni globali raggiunte oggi con la scienza e la tecnologia». Il Terzo Paradiso invece non rappresenterebbe altro che una nuova possibilità per l'umanità, realizzabile attraverso una connessione equilibrata tra l'artificio e la natura. Ovvero un «passaggio a uno stadio inedito della civiltà planetaria, indispensabile per assicurare al genere umano la propria sopravvivenza».

Pompei, dunque, con i suoi materiali poveri, pietre e mattoni, diventa il cerchio centrale: filo rosso «presente» tra passato e futuro. L'installazione costruita dall'artista, come è accaduto per gli altri luoghi e città, avverrà con i suggerimenti di chi interverrà a questo straordinario happening culturale che prenderà vita nella Grande Palestra pompeiana. Insomma una vera a propria festa che secondo le intenzioni del direttore generale Massimo Osanna coinvolgerà visitatori, scuole e ragazzi per la costruzione di questo nuovo Paradiso nell'antica Pompei.
Venerdì 3 Marzo 2017, 18:42 - Ultimo aggiornamento: 03-03-2017 18:42
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