Con Bader «Il Mattino» torna al Madre

di Alessandra Pacelli

Il museo oggi e la sua funzione di specchio della città che rappresenta e allo stesso tempo istituzione intesa come guida per meglio comprendere come si muove il mondo dell'arte contemporanea. Una finestra sulla storia di Napoli, dunque, ma anche una finestra sul mondo che consenta più ampi e stimolanti punti di vista. In più, questa volta, c'è un chiaro invito a capire le ragioni del collezionare arte, del valore personale - e non solo di mercato - che singoli lavori possono assumere e di come ognuno potrebbe costruire un proprio percorso di collezione a partire dalle suggestioni e dai rimandi che le opere portano con sé.

Da questo intreccio inscindibile muove la mostra di Darren Bader, intitolata (@mined_oud), che inaugura oggi ore 19 al Madre insieme a «Per_formare una collezione: The Show Must Go On» e «Per_formare una collezione: Per un archivio dell'arte in Campania», che costituiscono l'ulteriore capitolo del progetto avviato nel 2013 dal direttore Andrea Viliani dedicato alla formazione progressiva della collezione permanente del museo di via Settembrini.
E in tutto questo si inserisce «Il Mattino», non solo nella sua funzione di quotidiano che racconta la città, ma anche come immagine iconica che ha suggestionato numerosi artisti, da Mario Merz a Giulio Paolini e soprattutto Andy Warhol, che dalla prima pagina del giornale uscita all'indomani del terremoto del 1980 ha tratto quel capolavoro che è «Fate presto», opera-simbolo della prestigiosa collezione Terrae Motus creata all'epoca da Lucio Amelio coinvolgendo i più grandi artisti di quegli anni, cui fu chiesto di reagire alla tragedia del sisma con nuovi stimoli culturali. All'inizio del nuovo percorso della collezione del Madre al secondo piano, infatti, è esposta una copia originale del «Mattino» datata 26 novembre 1980: è la stessa copertina che fu utilizzata da Warhol proprio per la realizzazione del trittico «Fate presto». La copia del giornale è stata donata al museo nel marzo 2015 dal duo di artisti Masbedo, ed è stata selezionata ora, fra altre opere e documenti in archivio al Madre, dall'artista Darren Bader.

La scelta di Bader è un omaggio e nello stesso tempo un'esplorazione critica e una narrazione aperta sull'identità e sulla funzione della collezione museale oggi, per questo crea cortocircuiti spaziali e temporali, giochi di parole e intrecci di riferimenti. I lavori e gli interventi di Bader dialogano infatti con le opere del Madre per creare un focus sulla collezione sollecitando il visitatore a inventarsene una «propria». A partire dalla scelta di esporre nella prima sala l'iconico numero del «Mattino», Bader celebra la storia dell'arte contemporanea della nostra città e invita ogni visitatore a guardare all'arte del presente e del futuro con la stessa vivacità intellettuale dei grandi artisti e appassionati che lo hanno preceduto in questo rapporto, straordinario, che la creatività internazionale intesse con Napoli.

Bader, alla sua prima mostra personale in un'istituzione pubblica italiana, è uno dei più sperimentali artisti americani delle ultime generazioni. La sua ricerca creativa consiste nell'accostamento di elementi disparati oggetti di consumo, parole, immagini, persone e materiali diversi che generano relazioni al contempo concrete e immaginarie, reali e fictional. La serata inaugurale sarà animata da diversi momenti performativi: il cortile interno del museo si tramuterà in una scacchiera di dimensioni ambientali a disposizione del pubblico, un quartetto di fiati e una zampogna tenteranno di far «scoppiare» una massa di chicchi di mais con le onde sonore, mentre una singolare degustazione di ostriche e burro di arachidi aprirà una riflessione su coppia, doppio e interscambiabilità di ruoli, nonché su funzioni e significati del concetto di arte contemporanea.

Sempre domani, infine, prende un avvio concreto la collaborazione tra il Madre e il Museo di Capodimonte - che prevede nei prossimi anni la valorizzazione e l'incremento congiunto delle rispettive collezioni - con la presentazione in anteprima dell'opera «Split!» di John Armleder, un dipinto murale site-specific concepito per gli spazi della Sezione Arte Contemporanea di Capodimonte, e in stretto dialogo con il «Cretto nero» di Burri.
Venerdì 13 Ottobre 2017, 09:42 - Ultimo aggiornamento: 13-10-2017 09:42

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