«Un tema su Pierpaolo Pasolini», il saggio della giovane poetessa Picaro

In libreria il saggio della giovane poetessa Federica Picaro, napoletana, classe 1995, “Un tema su Pierpaolo Pasolini” (L’Universale, pag. 104, euro 8,99 o kindle 3,99), acuto e dettagliato testo sul celebre autore di origine friulana. "Io divoro la mia esistenza con un appetito insaziabile. Come finirà tutto ciò? Lo ignoro. [...] Sono scandaloso. Lo sono nella misura in cui tendo una corda, anzi un cordone ombelicale, tra il sacro e il profano”, sono parole emblematiche del grande artista e che sono alla base della preziosa ricerca della saggista. Chi era Pier Paolo Pasolini? Quale ruolo svolge oggi la sua produzione nella nostra società? A queste domande e ad altri importanti interrogativi sullo scrittore più controverso del '900 ha provato a darci risposta Federica Picaro, con un lavoro che è anche un atto d’amore verso l’autore ma non perde di vista la rigorosa analisi critica.

"Un tema su Pier Paolo Pasolini" nasce con l’intento di districare la matassa eclettica che l’autore de "La meglio gioventù", raccolta di poesie del 1954, ci ha lasciato in eredità a partire dalla sua formazione fino all’incontro con le borgate romane che hanno segnato una linea tra un prima e un dopo. Il senso di impotenza e l’incapacità di riconoscere una realtà che non sia sempre scontro, lotta da "diverso", lo portano ad una emarginazione che gli consente il titolo di "corsaro" e “luterano”. Fuori dall’Eden materno e arcaico della campagna friulana, luogo originario delle sue illusioni misticheggianti, l’autore si trovò a nuotare controcorrente con l’affanno di chi si aggrappa con disperazione alla vita, poi oggetto di «scandalo» per la nuova generazione, incapace di comprendere a pieno il significato del suo messaggio di disperato amore.

Ed è proprio a questo che Federica Picaro mira con il suo libro che conserva un occhio sempre attento alle dinamiche personali dell’autore e lo fa con autorevole passione. Percorrendo una parabola che è poi anche la parabola discendente del nostro Paese, è così messa in luce una figura di intellettuale che non sa e non può distinguere il sentimento poetico della realtà dal calderone degli eventi che l’hanno modificata, incidendo sulla società, sulla cultura, sulla storia. Il libro si struttura in due capitoli, entrambi ordinati secondo un asse diacronico che non distoglie mai l’attenzione dalle dinamiche sostanziali, formali e più schiettamente personali dell’autore. Al secondo capitolo è affidato il tentativo di analizzare il periodo compreso tra il 1973 e il 1975, spazio privilegiato della vis polemica, in cui si celano gli svariati impulsi delle stagioni precedenti.

Le citazioni al testo vogliono aiutare il lettore ad orientarsi nel magmatico lavoro di pubblicazione per periodici, giornali e quotidiani come “Il Tempo”, “Il Mondo” e il “Corriere della Sera”. In quest’ottica, l’impostazione-guida di Picaro individua snodi tematici che, per eccezionale lungimiranza, trovano continuità col nostro tempo, uscendone anzi rafforzati e potenziati e con uno sguardo più affilato sul nostro scivoloso presente.
Mercoledì 9 Gennaio 2019, 17:15
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