Sorrento, «Le sirene dell’Odissea, da Omero a Capossela», un saggio di Enzo Puglia

Cultura
di Antonino Siniscalchi

SORRENTO - A cura del Centro di Studi e Ricerche “Bartolommeo Capasso” di Sorrento, l’editore Franco Di Mauro ha stampato il saggio di Enzo Puglia, Le sirene dell’Odissea, da Omero a Capossela (pagg. 192, di cui 16 a colori).
Forse nessun mito dell’antichità si è perpetuato, rinnovato, complicato nel corso dei secoli al pari di quello delle sirene. A partire dal momento in cui comparvero nell’Odissea, intorno all’VIII secolo a.C., fino ai loro più recenti esiti nella letteratura e nella pittura contemporanea, queste misteriose creature hanno patito svariate metamorfosi, hanno dato luogo a inesauribili metafore, hanno suscitato dubbi e discussioni senza fine fra artisti e studiosi. Negli ultimi anni vi è stata anzi una notevole fioritura di studi sireniani. Escluse dalla trattazione le sirene-pesce, che a partire dal VII-VIII secolo dell’era cristiana affiancarono e poi sostituirono le sirene-uccello, ed esclusa pure l’analisi delle dinamiche che portarono a tale sostituzione, l’autore del nuovo saggio si concentra sui misteriosi mostri che nell’Odissea tentarono senza successo di sedurre Ulisse col loro canto melodioso, sulla possibile collocazione dell’isola delle sirene nella geografia arcaica di Omero, sulle incessanti mutazioni morfologiche che le sirene subirono nell’antichità trasformandosi da uccelli col viso di donna a donne con le zampe di uccello e, infine, sulla loro fantasiosa e felice localizzazione nel Golfo di Napoli, e precisamente sugli isolotti oggi denominati Li Galli, ad opera dei primi colonizzatori greci. Nelle ultime pagine del libro, quasi a chiudere un ideale anello compositivo, viene commenta­ta una suggestiva canzone sireniana del cantautore Vinicio Capossela, notevole per la sua sorprendente capacità di conservare in un contesto moderno alcuni aspetti fondamentali del lontanissimo archetipo omerico.
Martedì 8 Maggio 2018, 10:24
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