Quirante Rives, poesie e prose dello spagnolo di Napoli

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di Felice Piemontese

Sono passati molti anni dal giorno in cui ricevetti la sorprendente mail di un giovane spagnolo a me sconosciuto: parlava con toni appassionati del suo amore per Napoli e chiedeva collaborazione per una nuova casa editrice intitolata nientemeno che Partenope, che avrebbe pubblicato solo romanzi scritti da autori napoletani e libri dedicati all'antica capitale. Normalmente aborro la «napolitudine» e i suoi (interessati) cantori, ma il «caso» del giovane spagnolo con una sfilza di nomi e cognomi mi apparve subito diverso: la sua passione appariva non solo sincera ma niente affatto acritica e ignara dei mille problemi che affliggono la città. Cosicché gli risposi e per qualche tempo mantenemmo i contatti.

Poi la rischiosa iniziativa editoriale si arenò e non poteva essere altrimenti e del giovane spagnolo persi le tracce. Salvo ritrovarlo dopo qualche tempo nientemeno che direttore del sonnolento istituto Cervantes, portatore di un ambiziosissimo progetto di rilancio, che partiva dall'utilizzazione di una nuova sede e puntava a fare dell'istituto uno dei luoghi più vivaci della vita culturale cittadina.
 
 

Così, nello stesso tempo, José Vicente Quirante Rives realizzava il suo sogno di vivere nella città che ama più di ogni altro luogo e Napoli veniva investita da una scarica di energia di cui si sentiva e si continua a sentire, drammaticamente - il bisogno. Anni di appassionati dibattiti, presentazioni di libri, concerti, cicli di film di alta qualità. Ma soprattutto la creazione di uno spazio vivo, vitale, in cui sentirsi a proprio agio, quali che fossero specializzazioni e simpatie (quanto abbiamo scherzato, con Vicente, sulla mia francofilia e sulle sue declinazioni).

Purtroppo la burocrazia ha le sue leggi e, scaduto il mandato di direttore, Quirante ha dovuto tornarsene a Madrid, dove ci siamo visti qualche volta, ravvivando la reciproca nostalgia. Poi, dopo aver ammirato i libri che il nostro ha pubblicato, prevalentemente sui rapporti tra la Spagna e l'antica capitale vicereale, la sorpresa di ritrovarlo poeta con «Vesuvi», una silloge pubblicata l'anno scorso in Spagna e tradotta ora in Italiano (in modo eccellente) da Marco Ottaiano, impreziosita da un'affettuosa e partecipe prefazione di Giuseppe Montesano (l'editore è Grimaldi).
Nutrita di riferimenti classici, soprattutto nella prima parte, la poesia di Vicente è nostalgica, naturalmente «appena mi allontano, mi perdo/ lontano da te non vivo/ se non con la nostalgia/ misuro il mondo col tuo ricordo» - ma in modi molto più complessi di come ci si potrebbe immaginare. Perché si tratta di ricomporre un «io scisso» che solo nel rapporto con la città («dove voglio vivere fino alla morte») riesce a trovare unità, a placarsi, a ritrovare le proprie più profonde ragioni. Cosicché Napoli è un'immagine sublimata ma che tiene conto della cruda realtà, e di essa si nutre per dare sempre nuova linfa a un rapporto insieme sognato e realistico, nel quale le seduzioni che il luogo propone finiscono col corrispondere alle esigenze profonde di una personalità complessa e stratificata, che cerca la «vita vera» e trova, almeno, momenti di contraddittoria felicità.

Assai originale, e non meno appassionato, il lavoro saggistico di Quirante Rives. Dopo un libro di qualche anno fa, dedicato alla ricca presenza spagnola a Napoli, ha pubblicato Tullio Pironti editore «Viaggio napoletano in Spagna», in cui prova a «cercare Napoli in Spagna», suggerendo itinerari inconsueti e forse poco conosciuti anche per gli spagnoli. Convinto, con buone ragioni, che il connubio tra il regno spagnolo e l'Italia del Sud sia stato il «felice incontro di intelligenze e maestranze, che hanno posto talento e mecenatismo al servizio della Bellezza», l'autore ci accompagna in giro per la penisola iberica, coniugando felicità narrativa, non banale erudizione e una sorta di diario intimo che nel libro di poesie trova la sua espressione più convinta.

José Vicente Quirante Rives  proprio Veha presentato «Vesuvi» e «Viaggio napoletano in Spagna» alla libreria Vitanova di viale Gramsci. Con lui Piero Antonio Toma, Giuseppina De Rienzo e Sergio Attanasio, con letture di Flora Cassella e canzoni di Lino Blandizzi.
Martedì 30 Gennaio 2018, 22:07 - Ultimo aggiornamento: 30-01-2018 22:07
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