Addio a Wanda Lattes, decana del giornalismo

Wanda Lattes (foto dal Corriere Fiorentino)
Addio alla giornalista Wanda Lattes, decana della stampa fiorentina e italiana. È morta ieri sera nella sua casa di Firenze all'età di 96 anni. Lascia le figlie Fiamma e Susanna Nirenstein, entrambe giornaliste, e Simona, musicista. Nata il 24 maggio 1922 a Firenze in una famiglia ebraica colpita dalle leggi razziali (i genitori erano antiquari con un negozio sul Ponte Vecchio), Wanda Lattes partecipò alla Resistenza poco più che ventenne.

Nel 1945 si sposò con il giornalista e scrittore ebreo polacco Alberto Nirenstein (1915-2007), che durante la seconda guerra mondiale fu ufficiale della Brigata Ebraica, combattendo in Nord Africa e poi in Italia, dove era sbarcato a Salerno ed era arrivato fino a Firenze, conoscendo Wanda. Poco dopo le nozze, nel 1949, Wanda Lattes s'immerse nel giornalismo, diventando professionista nel 1956: prima al «Nuovo Corriere» di Romano Bilenchi, poi al «Giornale del Mattino» e, a metà degli anni Sessanta, a «La Nazione», di cui divenne una delle firme più note.

Si occupava di arte e cultura, ma era spesso in prima fila anche come cronista. Molto seguiti, nel 1969, i suoi articoli sulla scomparsa del dodicenne viareggino Ermanno Lavorini, un caso che fece epoca e che Wanda raccontò con grande trasporto emotivo. ​

Wanda Lattes ha poi lavorato per il «Corriere della Sera» da Firenze e nell'ultimo decennio per il «Corriere Fiorentino», che ha contribuito a fondare, dove è stata fino a un istante prima di spegnersi. Famosa e apprezzata la sua rubrica «Via Lattes», un esempio di giornalismo e di vicinanza ai lettori.

È autrice del libro «E Hitler ordinò: 'Distruggete Firenzè. Breve storia dell'arte in guerra (1943-1948)», pubblicato da Sansoni nel 2001. La storia delle famiglie Lattes-Nirenstein è raccontata dai protagonisti nel iibro «Come le cinque dita di una mano. Storie di una famiglia di ebrei da Firenze a Gerusalemme di Alberto, Fiamma, Simona, Susanna e Wanda Nirenstein», pubblicato da Rizzoli nel 1998. Cordoglio per la scomparsa è stato espresso dal presidente dell'Associazione stampa Toscana, Sandro Bennucci, con i componenti del consiglio direttivo e tutti gli organismi dirigenti, che «partecipano, con le lacrime agli occhi, al dolore della famiglia per la scomparsa della cara collega Wanda Lattes».

In particolare, Ast, si legge in una nota, «è vicina alle figlie di Wanda, Fiamma, Simona e Susanna. Ast si stringe alla famiglia e non nasconde dolore e commozione per una collega che ha onorato la professione». 
Domenica 3 Giugno 2018, 14:34 - Ultimo aggiornamento: 4 Giugno, 13:17
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