Sorpresa sul web, De Giovanni lancia le avventure dei «Guardiani»

di Ugo Cundari

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L’annuncio arriva sui social e diventa subito virale con migliaia di commenti e centinaia di condivisioni: Maurizio de Giovanni ha scritto una nuova storia, che prima ancora di uscire in libreria è già stata venduta alla Cattleya, che ha in progetto una produzione internazionale e ha già avviato una rete di contatti con altri Paesi. Particolare non da poco, la Cattleya è la principale casa di produzione indipendente in Italia con all’attivo più di sessanta film e numerose serie televisive di successo. Tra queste spicca «Gomorra», la cui terza stagione è in corso di gestazione. Proprio de Giovanni, che dopo la serie televisiva sui «bastardi di Pizzofacolcone» con uno sfondo di Napoli più dolce e rasserenante rispetto a quello savianeo, era stato indicato come l’anti-Gomorra, il propugnatore di una Napoli più positiva, di cui andare fieri. Ma la Napoli della nuova saga è diversa sia da quella gomorrista che da quella pizzofalconista, forse è proprio vero che «Napule è mille culure».

In un post su Facebook lo scrittore ha annunciato l’epifania e il cambio di passo, abbandonando il linguaggio dei polizieschi finora adottato, a partire dalla serie del commissario Ricciardi, pronta anche al debutto a fumetti con la serie della Bonelli che venerdì pomeriggio sarà presentata nientepopòdimeno al San Carlo. Il 13 aprile uscirà per Rizzoli il primo volume della trilogia I guardiani (368 pagine, euro 19), con in copertina il bugnato della chiesa del Gesù e per sottotitolo Napoli ha un’altra verità. Ed è nelle loro mani. Le altre due uscite sono previste per il 2018 e il 2019. 

«Ho voluto cimentarmi con tutto un altro tipo di narrativa», spiega l’autore: «Un tipo di narrativa che mi sarebbe piaciuto leggere, e che scrivere mi ha reso felice. D’altra parte che sfizio c’è se uno non si rinnova? Anche se Ricciardi e i Bastardi non danno cenno di cedimento, la voglia di provare a scrivere qualcosa di diverso mi è venuta lo stesso». Dunque la storia. Siamo nella più pura fantarcheologia, la città di ambientazione è Napoli e i tempi sono quelli contemporanei, almeno all’inizio, perché poi le radici affonderanno in un passato molto lontano. Il presupposto di partenza è che Napoli è una città fatta a strati, e quindi ancora è possibile, facendosi carico di scrupolose indagini e arrivando a suggestive immersioni nel tempo, rievocare epoche remote e rivivere culti antichi. Storicamente, qui, tutte le fedi e tutte le religioni hanno trovato ospitalità, come i seguaci di Iside, del mitraismo, del culto di Diana. E poi c’è la Napoli di sotto, la città sotterranea per certi versi inesplorata.

«Questa Napoli sarà una città particolarmente strana, con caratteristiche che la collocheranno, anche in questo caso, quasi al di fuori del mondo». E poi c’è un punto del centro storico in cui si dice che quattro direttrici energetiche si incontrino formando una sorta di tensione elettrica avvertibile a pelle. In questa ambientazione si svolgerà la vicenda che unirà questi elementi tra di loro. Tutto inizia quando il quarantenne Marco di Giacomo, docente di antropologia e studioso dei culti precristiani, deve accompagnare, insieme alla giovane nipote fanatica di complotti, una giornalista tedesca sui luoghi più misteriosi della città. Quella che però doveva essere una gita turistica si trasforma in una sorta di viaggio nel tempo quando, dopo una serie di eventi inquietanti, il trio scoprirà una sequenza di delitti iniziata all’alba dei tempi che ancora viene rinnovata. Fino ad arrivare al tempo in cui le religioni non esistevano. 

L’idea è nata dopo un pranzo con la responsabile di Cattleya, Francesca Longardi chiuso con una stretta di mano. Se la saga del commissario Ricciardi è nata tra i tavolini del caffè Gambrinus, quella dei Guardiani, invece che da un semplice aperitivo, è stata bagnata dal bicchiere di buon rosso che accompagnava la bistecca ordinata dallo scrittore.
Martedì 4 Aprile 2017, 09:44
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