Tre topolini raccontano ai bimbi la storia di Ischia

di Ebe Pierini

Una storia illustrata con protagonisti tre topolini per raccontare ai bambini e ai ragazzi la storia dell'isola di Ischia e delle scoperte archeologiche effettuate nei fondali di Cartaromana avvenute grazie agli scavi subacquei compiuti negli ultimi anni dalla società Marina di Sant'Anna sotto la direzione della Soprintendenza dei Beni Archeologici di Napoli. Grazie ai due libri "Navigando verso Aenaria. Un'avventura nella storia" e "Una storica giornata" (eBone Edizioni), scritti dalla archeologa Alessandra Benini ed arricchiti dalle illustrazioni a colori di Delia Lo Iacono, divenuti anche libri di testo in alcune scuole campane, gli studenti si immedesimano nelle avventure del topolino Musculus, vissuto nel I secolo d.C. e partito da Cartagena, in Spagna, dentro una cesta contenente grano, a bordo di una nave diretta a Puteoli, l'attuale Pozzuoli e poi approdato ad Aenaria, oggi Ischia.

Ma incontrano, tra le pagine, anche il topolino marinaio Iulius Aenarius, originario proprio dell'isola campana. Infine si imbattono nell'aristocratica topolina Topazia Augusta che viaggia al seguito dell'imperatore Augusto e che impara ad apprezzare le bellezze e le acque termali di Ischia. Un testo basato su dati storici e archeologici pensato per avvicinare i giovani al patrimonio culturale dell'isola che è anche uno strumento didattico divertente.
I giovani studenti imparano quindi che Ischia fu prima colonizzata dai greci che la chiamarono Pithecusa dalla parola greca pithos e che, quando i romani conquistarono l'isola, la chiamarono Aenaria che deriva da aenum, metallo.

Ma scoprono anche dell'esistenza della leggenda del gigante Tifeo che sarebbe stato seppellito da Zeus per punizione sotto l'isola di Ischia e sarebbe il responsabile di eruzioni e terremoti. Il ritrovamento di colonne, tessere di mosaico, tegole e mattoni documenta la presenza di un abitato romano in prossimità della zona portuale costituita da una banchina d'attracco realizzata gettando conglomerato cementizio all'interno di casseforme lignee. Resti di strutture murarie più lontani dal porto indicano che l'abitato era composto forse anche da ville residenziali con giardini e ninfei. Un terremoto accompagnato da esplosioni vulcaniche distrusse case, porticati, magazzini dell'insediamento romano. Si abbassò il fondo del mare. Le onde spazzarono via tutto. A causa di fenomeni vulcanici e bradisimici che hanno interessato la zona il livello del mare, dall'età romana ad oggi, è aumentato di circa 6 metri.

Dopo 2000 anni Aenaria è abitata da pesci, stelle marine, ricci di mare, polpi e granchi. Al posto dell'abitato romano sorge Ischia Ponte. La baia antistante si chiama oggi Cartaromana. Nel 2011 sono iniziati gli scavi archeologici subacquei grazie all'accordo tra area marina protetta, consorzio Ischia Ponte e Soprintendenza per i Beni Archeologici di Napoli. Oggi è possibile visitare il sito romano sommerso di Aenaria tramite una barca con il fondo trasparente ed è stato creato un centro culturale multimediale per la proiezione dei video sugli scavi. “Raccontare la storia di un topino vissuto all'epoca dei romani, destando curiosità, divertendo e aiutando a ricordare le nostre radici culturali, è il modo giusto per appassionare i nostri giovani alla nostra storia, al nostro territorio, ai nostri tesori” ha commentato Antonino Miccio, direttore area marina protetta “Regno di Nettuno”. E i bambini pare che apprezzino molto. Studiare la storia in compagnia di tre topolini non è poi così noioso.




 
Giovedì 19 Ottobre 2017, 19:57 - Ultimo aggiornamento: 19-10-2017 19:57
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