La Nave di Teseo rilancia e compra Baldini & Castoldi

di Fabrizio Coscia

 Era iniziata come una scommessa, anche piuttosto temeraria, nel pieno della bufera provocata dalla cosiddetta fusione Mondazzoli, ovvero l’acquisto della Rcs libri (Rizzoli) da parte della Mondadori. Oggi La Nave di Teseo, casa editrice fortemente voluta da Umberto Eco ed Elisabetta Sgarbi, che ne è direttore generale, è una realtà solida, in piena salute e, soprattutto, in espansione. Di ieri, infatti, la notizia della sua acquisizione della Baldini & Castoldi (95%).

Una nuova mossa, dunque, nello scacchiere del piccolo mondo editoriale italiano: di fronte alla corazzata Mondadori, e dopo l’acquisto di Bompiani da parte di Giunti (in seguito al provvedimento dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato proprio nell’ambito dell’operazione di acquisizione di Rizzoli Libri), ecco dunque la risposta della giovane Nave di Teseo, a poche settimane del suo ingresso nel mondo del graphic novel, con l’accordo con «Oblomov», il nuovo progetto diretto da Igort. La Baldini & Castoldi, di cui la Sgarbi è diventata presidente, manterrà nella sua squadra Alberto Rollo, ex direttore letterario della Feltrinelli, oggi in cinquina al Premio Strega con Un’educazione milanese (Manni), storico editor che aveva abbracciato con entusiasmo la direzione editoriale del marchio che Alessandro Dalai acquistò nel 1991.

La Baldini & Castoldi ha una storia illustre alle spalle: fondata a Milano dal 1897 da Ettore Baldini e Antenore Castoldi, pubblicò autori allora prestigiosi come Antonio Fogazzaro, Salvator Gotta, Gerolamo Rovetta e Guido da Verona. Alla gestione Dalai, invece, si devono bestseller come Va’ dove ti porta il cuore di Susanna Tamaro, Jack Frusciante è uscito dal gruppo di Enrico Brizzi, la scoperta letteraria di Giorgio Faletti, e soprattutto l’acquisizione della storica testata di fumetti «Linus». Dopo gli anni di successo, arriva il fallimento nel febbraio 2014 e la presa in affitto da parte di una nuova società fondata dal figlio dell’editore, Michele Dalai, e da Filippo Vannuccini, che conserverà da oggi il 5% del marchio.

«L’energia della Nave di Teseo è e vuole essere contagiosa», ha dichiarato una incontenibile Sgarbi: «Sono particolarmente lieta che La Nave di Teseo, con i suoi illuminati e colti azionisti, abbia raccolto la sfida di restituire un attore così importante - per storia, catalogo, autori, e per “Linus” - come è la Baldini & Castoldi, alla pienezza della vita editoriale italiana». E un «pensiero, inevitabile, va a Umberto Eco che nel 1965 battezzò il primo numero di “Linus” con queste parole: “Oggi stiamo discutendo di una cosa che riteniamo molto importante e seria, anche se apparentemente frivola: i fumetti di Charlie Brown”».
Venerdì 16 Giugno 2017, 09:28 - Ultimo aggiornamento: 16-06-2017 09:28
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