L’alta cucina del fumetto, il cibo con Martin Mystere

di Erminia Pellecchia

Non è un gourmet in senso stretto, non possiede una cultura gastronomica, né tanto meno è fanatico dei cuochi in tv, anche se ogni tanto li segue per tenersi informato, da fagocitatore di informazioni qual è. In qualsiasi settore, anche diverso dal suo campo specifico: l’archeologia con un’apertura nei confronti del paranormale. Eppure Martin Mystere sa distinguere ed apprezzare la buona cucina, anche italiana, degli eleganti ristoranti newyorkesi. Non disdegna, però, confessa il suo papà di carta, lo sceneggiatore Alfredo Castelli, «i localini del Greenwich Village, le pietanze esotiche, lo street food e, perfino, il cibo spazzatura ed i precotti.

Insomma, il «detective dell’impossibile», alle prese con i misteri del passato e del presente e in bilico tra Atlantide e gli Ufo, è, rispetto al cibo, il «buongustaio del possibile». In questo abbastanza simile al suo «umile biografo» Castelli, che oggi utilizza il suo personaggio preferito come guida per un viaggio colto ed ironico (già, proprio il bel Martin, anzi il Martincaro, come lo chiama la procace, svampita e gioviale spogliarellista Angie) ne «L’alta cucina del fumetto», in uscita il 7 settembre per i tipi della Sergio Bonelli Editore, di cui l’affascinante indagatore di enigmi rappresenta il personaggio anello di congiunzione tra le «nuvole» popolari e quelle d’autore. Il volume (pagine 416, 16 euro, copertina disegnata da Lucio Filippucci) è una raccolta di storie sul fil rouge del gusto. Dalla misteriosa ambrosia, il cibo degli dei, in grado di conferire poteri sovrumani, al mitico dodo, l’animale estinto per eccellenza, amato da Lewis Carrol, qui a rischio di finire in pentola, dagli orti viventi, vegetoidi assassini, alla mela, il frutto proibito con la sua fascinazione, in fondo erotica, che va da Adamo ed Eva, passando per Elena, Gugliemo Tell, Newton fino ad approdare ai Beatles e all’Apple informatica.

Tavole a tavola. Le firme sono quelle cult dei disegnatori Giancarlo Alessandrini, il primo a fare il «ritratto» del biondo americano dal fisico atletico, l’indimenticato Paolo Morales, Fabio Grimaldi, Esposito Bros, Rodolfo Torti e il salernitano Luigi Coppola della mitica Trumoon. A caccia di ricette segrete vivremo avventure saporitissime che vedranno coinvolti anche la compagna di Martin, Diana, il suo assistente Java e, naturalmente, pericolose bande di criminali. A completare un ricco dossier sui misteri del cibo con aneddoti divertenti e curiosi su quanto di più strano si è detto intorno a ciò che mangiamo ed una ricca antologia su strisce e fornelli, a partire dalle avventure di Hungry Henrietta, partorita, nel 1905, dalla matita di Winsor McCay, affamata compulsiva e prima della folta schiera di abbuffoni del fumetto. D’altra parte, assicura Fausto Oneto, patron del ristorante U’Gianco di Rapallo, dove si può ammirare una vastissima collezione di tavole originali di tutto il mondo, il «fumetto» è una preparazione di pesce, quindi «cucina e nuvolette sono anche lessicalmente associati».
Venerdì 1 Settembre 2017, 19:52 - Ultimo aggiornamento: 01-09-2017 19:52
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