In un libro storie di animali e di uomini che non li hanno dimenticati durante il terremoto

di Ebe Pierini

Il terremoto sgretola le certezze almeno quanto frantuma i muri. Un sisma incide un territorio come un bisturi fa con la carne ma lascia ferite con difficilmente si rimargineranno. La terra che trema porta con sè una scia di distruzione di morte, di macerie fisiche ed interiori. É quanto accaduto tra agosto ed ottobre nelle Marche, in Umbria, Lazio ed Abruzzo. Decine di comuni colpiti, diverse decine di migliaia di sfollati, centinaia di migliaia le case lesionate. Terre meravigliose, città stupende che vanno salvate e ricostruite facendo leva sulla fierezza innata di quelle genti che conoscono il dolore e lo combattono con la tenacia e non con la rassegnazione. E tra i calcinacci e le case vacillanti, tra i muri distrutti e le città fantasma, affiorano storie di dolcezza e speranza. Storie di salvataggi e ricongiungimenti. Storie di animali e di uomini che non li dimenticano quando tutto trema.

In “Vicini alla terra” (Giunti Editore) Silvia Ballestra ha raccolto le vicende di cani e gatti recuperati dalle case distrutte ma anche di mucche, cavalli, pecore, galline e maiali che sono stati salvati e accuditi dopo il sisma. Come dimenticare il cocker accucciato accanto alla bara del padrone morto durante il terremoto di agosto. O il piccolo maltese vicino alla sua padrona novantenne trasportata su una barella. Oppure ancora le vecchiette sedute sui bordi delle aiuole, dopo il sisma, con i loro gatti nel trasportino. Per chi è rimasto senza casa, senza nulla, l'animale è un sostegno, qualcosa che tranquillizza. “Se c'è qualcuno che si occupa anche degli ultimi, c'è speranza per tutti, per tutto” scrive l'autrice che racconta l'esperienza dei veterinari e dei volontari dell'Enpa che, con la loro autoambulanza Isotta, hanno raggiunto i paesi terremotati per curare e sfamare queste creature vaganti e smarrite, queste sentinelle tristi di una terra sconvolta. Un libro che raccoglie storie che hanno fatto il giro del mondo, da New York a Londra, dall'Australia al Giappone. Come quella di Pietro il gatto di 10 anni recuperato sotto le macerie di Amatrice a 16 giorni da sisma. Più che un gatto una celebrità dato che è stato persino ricevuto dal presidente del Senato Pietro Grasso a Palazzo Madama. Ma tra le pagine sbucano anche il musetto di Leo, il labrador dei cinofili della Polizia che individuò, sotto le macerie, la piccola Giorgia, a Pescara del Tronto o quello di Giobbe, il cagnolino delle suore del convento di Santa Maria della Pace, a Norcia. I vigili del fuoco sono riusciti a recuperarlo e a trasferirlo al convento di Trevi. C'è anche Ulisse, il setter nero rimasto sepolto sotto le macerie, a Norcia per un giorno intero.

Solo una parte del muso spuntava dalla terra e dai calcinacci. Viene naturale affezionarsi, pur non avendoli mai visti, ai gatti rimasti imprigionati in una cantina nella quale il proprietario li aveva chiusi perchè cacciassero i topi; a Mariolino, il cane da caccia abbandonato dal padrone, poi salvato ed adottato, a Timmi il gattino senza coda che è stato salvato dalla morte nel 2015 e poi nel 2016, a Gigia la gatta ritrovata sotto le macerie dopo 5 giorni. Commuovono le storie della famiglia che mangiava nel box coi cavalli, su un tavolo da giardino, pur di non abbandonarli, col fiato degli animali a scaldare l'aria come in un presepe o la del cane maremmano di Nottoria rimasto legato alla catena che è poi morto dopo due giorni dal ritrovamento o di Kid, un anziano cane di Pescara del Tronto, rimasto a fare la guardia ad una casa vuota nella quale nessuno sarebbe più tornato. Non ce l'ha fatta la gatta Carina che ha smesso di respirare due giorni dopo il ritrovamento. Era stata sotto le macerie per 12 giorni. Sono scomparsi nel nulla invece il gatto Marco che ha assistito alle ricerche del suo padrone ma è sparito subito dopo che ne è stato ritrovato il cadavere ed il cane di Claudio il ragazzo di 21 anni che, a causa del terremoto, ha perso padre madre sorella e fidanzata. A Valerio non è rimasta che Lola, la cagnolina dei suoi figli morti sotto le macerie della loro casa insieme a sua moglie. Ed è stato chiamato Terremoto il border collie donato da un pastore di Castelluccio e adottato dai vigili del fuoco. Diventerà una cane da soccorso e salverà vite umane. Storie di vite che si ricongiungono, di carezze umane e code scodinzolanti, di drammi addolciti grazie se divisi a metà con un amico a quattro zampe.
Venerdì 2 Giugno 2017, 22:45 - Ultimo aggiornamento: 02-06-2017 22:45
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti

QUICKMAP