Il genio del fumetto Igort lascia la casa editrice Coconino Press

di Donatella Trotta

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La notizia è di giornata, e ha creato non pochi rumors nel regno delle tavole disegnate: il genio del fumetto (e non solo) Igor Tuveri, in arte Igort, lascia la casa editrice Coconino Press, sigla che prende il nome dalla contea di Coconino, teatro fantastico avventure immaginarie, fiabesche e ironiche di «Krazy Kat» di George Herriman, uno dei primi capolavori del fumetto di inizio ‘900. E la notizia colpisce perché Coconino Press, fucina di sperimentazione e aggregazione di talenti, fu fondata da Igort stesso con Paola e Carlo Barbieri nel 1999 a Bologna, per produrre quella che Hugo Pratt ebbe a definire «letteratura disegnata». Ovvero, un genere di fumetto di respiro internazionale, d'avanguardia e d'autore, capace di raccontare storie adulte e di dialogare con altri linguaggi espressivi (arte, cinema, musica), innovativo nella grafica e lontano dalla serialità e dai cliché della produzione di comics per ragazzi. Un segmento editoriale di progetto e di successo, insomma - dal 2009 marchio di punta della Fandango, la casa di produzione e distribuzione cinematografica di Domenico Procacci – che dal 2000, proprio con la direzione artistica di Igort, ha fatto conoscere in Italia capolavori internazionali del graphic novel con autori del calibro, tra gli altri, di Gipi, Manuele Fior, Hervé Barulea (in arte Baru), Joann Sfar…

Ad annunciare il suo addio è Igort stesso, premio Napoli 2016, con un asciutto post pubblicato oggisulla sua pagina Facebook. Scrive Igort, con la sua consueta cifra stilistica di evocativo e ironicounderstatement, con tanto di fumettistica onomatopea finale: «Lascio Coconino. Abbandono la creatura che ho creato, con altri nobili amici, 18 anni fa. Lo faccio con dolore, ma non ci sono alternative. Le ragioni sono semplici, semplicissime, non ci sono più le condizioni perché io svolga il mio lavoro serenamente. Come lo intendo. Negli anni Coconino è stata una fucina nella quale talenti geniali si sono incontrati, hanno avuto fiducia, sono cresciuti sino a diventare una scena artistica che probabilmente ha pochi eguali nel panorama attuale. Io ho amato e amo il lavoro di questi autori quanto il mio. Correre in loro compagnia è stato un dono, una cosa che mi ha fatto crescere come uomo, come autore, e come editor. Ora in casa Coconino questo lavoro, senza ingerenze, libero, sereno, non è più possibile svolgerlo. Per questo, con rammarico, ma anche con sguardo luminoso verso il futuro, dico addio alla nave sulla quale ho attraversato oceani immensi di racconto. Tooooot Toooot. Adieu».

La notizia, com’era inevitabile, ha fatto subito il giro del mondo degli addetti ai lavori, e non solo. Ripresa tempestivamente prima da «Lo spazio bianco», rivista on line punto di riferimento per l’informazione, la critica, l’approfondimento e la divulgazione sul variegato mondo dei fumetti, manga, bd, graphic novel, cinecomics e webcomics, poi dalla testata «Bad Comics», ha avuto anche una conferma da parte dell’editore, con un comunicato dal titolo «Coconino Press – Fandango, un nuovo assetto» che così recita:  «Igort si è dimesso dall’incarico di direttore editoriale di Coconino Press. La casa editrice ne prende atto con rammarico e lo ringrazia per la preziosa e autorevole opera svolta fin qui.Coconino Press continuerà il suo lavoro con la consueta serietà e rinnovata passione.

La proprietà lavorerà alla costruzione di una struttura forte e articolata, pensata per muoversi in due direzioni. Da una parte, la forte volontà di procedere in continuità con il progetto editoriale di Igort che ha portato in questi anni a fare della Coconino Press la “casa degli autori” più grandi, e a realizzare libri di altissima qualità.
Dall’altra, verrà data speciale attenzione a nuove voci, nuove creatività e nuovi autori. Varando nuove collane che affiancheranno Coconino Cult».
 
Ma raggiunto telefonicamente, il diretto interessato preferisce non commentare quanto ha già scritto nel suo messaggio sul social. Confermando così il suo profilo di eleganza che rifugge da qualunque possibile polemica - legata alle scelte dei nuovi assetti societari - per restare concentrata esclusivamente sulle proprie visioni est-etiche, fedeli unicamente a una precisa vocazione (e ad un impegno) totalizzante. E i suoi fans restano allora in attesa dell’uscita del secondo volume dei suoiQuaderni giapponesi, cult-book destinato, sin dalle otto edizioni del primo volume, a diventare un (very) long seller.  
Martedì 21 Febbraio 2017, 17:55 - Ultimo aggiornamento: 21-02-2017 17:55
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