Il cuore del mondo batte a New York, il libro di Antonio Monda

La copertina de
di Chiara Graziani

Questa è una grande storia d'amore. Se aprite l'ultimo romanzo del newyorkese Antonio Monda, italiano adottato dalla Grande Mela che l'ha folgorato dal finestrino di un taxi 23 anni fa, finirete in una trama che mentre scorre d'improvviso vi brucia in imboscate fatali, proprio come accade ad Audrey, la sua protagonista persa nel vicolo cieco di una storia senza speranza. Ed è un inno amoroso alla città cuore del mondo.

New York, il luogo che se non ha tutte le risposte ti dice in mille lingue (dall'yiddish al portoricano) che sei nel posto giusto per cercarle e trovarle. E' Monda, non Audrey voce narrante, a dichiararsi a New York quando la paragona a Chicago definita, pur nel suo splendore urbanistico, "tranquilla e provinciale. O forse soltanto americana". Sempre lui quando descrive il circo scintillante di una Las Vegas gigantesca slot machine fondata da gangster che le hanno dato il Dna spietato, avido e brutale che reclama senza dare. New York bella fra le belle, non appartiene solo agli States ma a chiunque vi cominci un'avventura umana semplicemente scegliendola. Anche ad un signor Trumpf che si vergogna delle sue origini tedesche, si cancella una F dal cognome e le pianta nel  cuore una torre di rara e costosa bruttezza. Anche ad un misterioso padrone di casa di Audrey sbarcato negli Usa dopo la guerra con un segreto ed un un abito femminile etichettato dal sarto ebreo che l'ha cucito a Norimberga, anno terribile 1933. Appartiene al ristoratore greco che senza denaro la città l'ha conquistata e fa da crocevia alle mille vite che approdano davanti al bancone con i loro percorsi segreti che sa leggere. Appartiene all'handicappata sempre bambina che se ne va in gloria. All'avvocato di successo che però Ny la guarda troppo dall'alto, da un tavolo d'angolo nel ristorante più costoso del mondo da dove ha la completa e privilegiata visuale del potere e del successo che  - lui arbitro -  si intrecciano, si studiano, mangiano e si mangiano, contrattano e credono di plasmare destini e vite.

E' lui, l'avvocato Warren Barron, con Audrey l'altro protagonista. Può gestire il gioco del potere e del successo, più di chiunque altro. Ama raccogliere dossier sui clienti, sui dipendenti, anche su chi ama, perchè sapere, i segreti, sono l'essenza del controllo sugli altri che sembra essere il cuore della sua esistenza. Un controllo che sfuggirà all'uomo potente, affascinante, seduto nel suo trono d'angolo con vista sull'acquario delle vite speciali. Un trono d'angolo sotto il quale, ad un certo punto, si apre un baratro.

Anche Audrey si rende conto di essere stata indagata da Warren, di aver nuotato nel suo acquario. E quel giovane pesciolino che l'avvocato talmente ricco da non dover dimostrare nulla a nessuno addenta quasi distrattamente si rivelerà l'elemento imprevisto che, in un attimo drammatico, ne farà saltare le certezze o presunte tali. Lo squalo sarà domato dal pesciolino. E tutti, potenti, poveracci, ricchi, poveri, bellissimi famosi, artisti svitati che parlano ai piccioni che gli riportano le anime di quelli dispersi nel vento e dei loro assassini, si chiederanno come sia possibile che New York. il cuore del mondo e l'amore stesso non dicano la verità ma ci illudano senza pietà. Ci dicono, ogni minuto, che esiste una speranza: non siamo le scarpe che mettiamo, i passi  che facciamo, il cammino che compiamo - in ricchezza o in povertà, in salute o malattia -  fino ad una buca nel terreno in mezzo ad un frastuono insensato. Noi siamo quel che desideriamo. Se  desideriamo l'amore ed un altro altrove che inizia con un giudizio ed un ritorno a casa, questa è la prova che non si spera invano.

Antonio Monda ricorda sempre di essere credente (ed aggiunge "cattolico, apostolico, romano") . In questa splendida leggenda newyorkese racconta anche la forma più alta della fede. Credere con il cuore. La precedente puntata della sua saga newyokese , l'Indegno, storia di un sacerdote cattolico che tradisce la fede senza perderla, vedrà presto la luce tradotta nella lingua nella quale è stata immaginata, l'americano, per Random House. Non potrà che aggiungere al racconto, il suono della voce di New York.
Mercoledì 15 Marzo 2017, 22:24 - Ultimo aggiornamento: 19-03-2017 22:24
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