Ferite, coraggio ed eroismo: l'Afghanistan di Harry Parker ed Andrea Adorno nelle pagine di due libri

di Ebe Pierini

“Non è questione di coraggio. Ho solo pestato il pezzo di terra sbagliato”. Così il capitano Tom Barnes spiega quello che gli è accaduto in Afghanistan quando un maledetto giorno, durante un'operazione, è saltato su un ordigno improvvisato e ha perso entrambe le gambe. É lui il protagonista del romanzo autobiografico “Anatomia di un soldato” (Edizioni SUR) scritto da Harry Parker, un ufficiale dell'esercito inglese, impiegato prima in Iraq nel 2007 e poi in Afghanistan, nel 2009, che quella esperienza l'ha vissuta davvero. Un libro bellissimo, doloroso come un pugno allo stomaco, crudo ma vero, commovente ma ricco di spunti di speranza. Una storia raccontata in maniera soprendentemente originale nella quale le voci narranti protagoniste dei 45 capitoli non sono altro che quelle di oggetti che sono stati testimoni di quanto accaduto: dal laccio emostatico che venne applicato al capitano per stabilizzarlo dopo l'incidente al suo zaino, dai suoi anfibi alla borsa della madre che lo ha assistito in ospedale, dalla sega che gli ha amputato la gamba, alla sua protesi”.

Un racconto nel quale compare persino la voce dell'esplosione che ha lacerato il corpo del soldato. “Sono esistita una frazione di secondo. Ho attraversato la roccia, il fango, la polvere, l'aria, la suola di una scarpa. Ho attraversato un uomo. Sono passata con violenza attraverso tutte queste cose, ripiegandole su sé stesse con la forza d'urto e la pressione e facendole saltare in aria con me”. Il protagonista, che incarna nel contempo l'autore, ricorda lo scoppio, il dolore, la solitudine dell'elicottero, l'uomo che lo ha portato via dal campo di battaglia, quando era a pezzi in ospedale, invaso da farmaci e tubi e quando gli hanno detto che gli avevano dovuto amputare la seconda gamba. Ci sono dei momenti in cui ha rimpianto che lo abbiano portato in salvo. Come quando ha partecipato ad una parata militare assieme ad altri soldati feriti. “Si chiese per cosa applaudivano. Non si doveva applaudire il fallimento, pensò, e si vergognò e avrebbe voluto che smettessero - scrive il capitano inglese - Cercò di marciare come avevano fatto gli altri ma l'andatura a scatti e il bastone lo rendevano ridicolo e lo sforzo gli costava dolore. Perciò camminò nel modo più naturale possibile e l'applauso gli sembrò pieno di pietà e gli fece schifo”. Un racconto che accompagna il lettore lungo il percorso faticoso della riabilitazione post traumatica del soldato smembrato dalla deflagrazione.

Harry Parker ha presentato il suo libro “Anatomia di un soldato” a Roma, nella biblioteca militare centrale di Palazzo Esercito, alla presenza del generale Danilo Errico, capo di Stato Maggiore dell'Esercito. Assieme a lui c'era anche il sergente Andrea Adorno che nel 2014 è stato insignito della medaglia d'oro al valore militare per i meriti maturati in Afghanistan nel 2010, durante l'operazione "Maashin IV". Nella lotta ai talebani il militare italiano, oggi in forza al 62° reggimento fanteria “Sicilia” e all'epoca alpino paracadutista, si è distinto come "fulgido esempio di rare virtù militari". Si accorse che i soldati di un'altra squadra del suo plotone erano sotto tiro nemico e non esitò un attimo ad interporsi tra essi e la minaccia salvando loro la vita. Venne gravemente ferito ad una gamba ma questo non gli impedì di mantenere stoicamente la posizione garantendo la salvezza alla sua unità. Assieme al professor Gastone Breccia ha scritto “Nome in Codice Ares" (Mondadori). Una biografia che narra le vicende di vita e carriera di un soldato, per 7 volte impiegato in missione, e la sua commozione nel ricevere la medaglia d'oro al valor militare. Tra le pagine, che racchiudono le sue esperienze maturate in Italia e all'estero, emergono l'impegno e la professionalità di tutti militari italiani impegnati nei vari teatri operativi che vedono oggi impegnati i nostri soldati dall’Iraq al Libano, dalla Libia all’Afghanistan. Storie di due soldati che hanno vissuto l'orrore della guerra, che portano il segno delle ferite sul corpo, che hanno saputo superare gli ostacoli con tenacia e coraggio.

 
Venerdì 15 Settembre 2017, 13:00 - Ultimo aggiornamento: 14 Settembre, 22:02
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