Tre mesi in clinica con la figlioletta
presto dimesse Barbara e Francesca

di ​Vincenzo Ammaliato

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Nessuno, tra chi conosce bene mamma Barbara, nei giorni scorsi si è permesso di chiederle dove avrebbe passato il Capodanno. Perché tutti, amici e parenti, sapevano bene che anche la mezzanotte del 31 dicembre l’avrebbe trascorsa per sua scelta nello stesso luogo dove è stata quasi sempre in questi ultimi tre mesi, nella terapia neonatologia della clinica Pineta Grande. La sua bambina Francesca si trova qui dalla nascita, appunto avvenuta tre mesi fa, per un problema di salute. E la direzione del presidio medico domiziano le consente di poter trascorrere tutto il tempo che desidera di fianco la culla tecnica dove si trova la sua bimba. Peraltro, quello di mamma Barbara è un rapporto speciale con la clinica Pineta Grande, iniziato due mesi prima del parto. Qui, nel reparto ostetricia, infatti, è stata ricoverata lei stessa al quinto mese di gestazione per dei problemi in corso alla gravidanza; e ci è rimasta fino al settimo mese, quando si è reso necessario il parto d’urgenza. L’intervento è riuscito nel migliore dei modi, ma la sua bimba oltre ad avere un peso non adeguato è venuta alla luce con un polmone più piccolo dell’altro. Per cui, è stato inevitabile il ricovero nella terapia intensiva neonatale. Barbara, invece, sarebbe potuta tornare a casa nel quartiere di Fuorigrotta a Napoli e lasciare la figlia nelle mani professionali dell’equipe del primario della terapia neonatale Lucio Giordano. Ma non è riuscita a distaccarsi. Ha trascorso i primi giorni dopo il parto nella sala d’aspetto della tin. Poco dopo è arrivata la decisione della direzione sanitaria del libero accesso al delicato reparto. Tre mesi dopo mamma Barbara sembra far parte dello staff del dottor Giordano. Indossa regolarmente l’abbigliamento protettivo e conosce a perfezione regole e comportamenti della terapia intensiva. E, ovviamene, parla costantemente con la sua Francesca. L’ha fatto anche nei primi giorni di ricovero, quando la bimba era intubata e non cosciente. Non ha smesso mai, neanche quando era assalita dai dubbi che sua figlia potesse non farcela, perché la vedeva troppo fragile, troppo debole per combattere con quei tubi, con quell’attrezzatura medica che avvolgeva completamente il suo corpicino. Dopo qualche settimana dalla nascita, poi, Francesca ha accusato anche un problema al cuoricino, nel quale si era formato del liquido che poteva essere aspirato solo con una tecnica invasiva. Mamma Barbara si è affidata anche in questo caso completamente al Cielo e alla squadra del dottor Giordano e ha dato il consenso all’intervento. E siamo finalmente alla mezzanotte di questo capodanno. Sulla Domiziana il silenzio della notte è rotto dalle esplosioni dei fuochi d’artificio, il cui rumore seppure in maniera lieve arriva anche nella terapia neonatale di Pineta Grande. Francesca adesso ha un peso adeguato e soprattutto una condizione di salute che le consente di tornare a casa. Forse già da questo fine settimana. Mentre tutti festeggiano il nuovo anno con brindisi e botti, mamma Barbara le accarezza il capo e progetta e sogna la vita che avranno all’esterno della clinica di Castel Volturno. Il 2018 è soprattutto il loro anno.
Mercoledì 3 Gennaio 2018, 07:15 - Ultimo aggiornamento: 2 Gennaio, 20:15
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