Colpi di pistola in bocca al profugo, Della Gatta finisce in carcere

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di Marilù Musto

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Gricignano di Aversa. Il giudice per le indagini preliminari Fabrizio Finamore ha accolto la richiesta del pubblico ministero Rossana Esposito e ha disposto gli arresti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere dell'imprenditore Carmine Della Gatta. Il provvedimento è immediatamente esecutivo. 


Il precedente

«L'imprenditore Carmine Della Gatta deve andare in carcere». Questa la richiesta del pubblico ministero Rossana Esposito della procura di Napoli nord ad Aversa che questa mattina ha presentato l'istanza di reclusione al gip Fabrizio Finamore. Il giudice, in un primo momento, si è riservato di decidere sulla questione.  Poi ha emesso l'ordinanza di custodia in carcere. Proprio la pm Esposito, in un primo momento, aveva disposto gli arresti docimiliari per l'imprenditore che, venerdì notte, aveva esploso un colpo di pistola in bocca a un migrante ospite nel Centro di permanenza temporaneo La Vela di Gricignano di Aversa. L'uomo del Gambia, di appena 19 anni, con disturbi del comportamento, aveva incendiato la sua camera da letto mettendo in pericolo i 160 ospiti nella struttura messa a disposizione per accogliere i migranti provenienti da Lampedusa. L'avvocato difensore di Della Gatta, Giovanni Cantelli, si è opposto alla richiesta sostenendo che il suo assistito ha agito per legittima difesa: «Il mio cliente è stato pestato e colpito con una pietra» dal 19enne.
 

Della Gatta, 43enne, si era costituito in caserma la notte di sabato confessando di aver esploso un colpo di pistola contro un ospite del centro di accoglienza per migranti in via Leonardo da Vinci, gestito da una cooperativa sociale. Lui è uno dei responsabili della struttura. La vittima, il 19enne Alagiee Bobb, si trova ancora ricoverata all’ospedale Cardarelli di Napoli. Non è in pericolo di vita ma le sue condizioni restano critiche a causa della lesione alle corde vocali provocata dal proiettile.

Il legale Cantelli ha raccontato che il suo cliente sin dal primo momento si è subito pentito del suo gesto. «Già prima di decidere di costituirsi, la notte tra venerdì e sabato, - ha dichiarato – Carmine Della Gatta era disperato. «Era meglio che non fossi mai andato al Centro», ha detto e sta pregando affinché il giovane gambiano ferito venga dichiarato fuori pericolo».

In questi tre giorni di arresti domiciliari l’uomo si è chiesto più volte come sia potuto succedere; in realtà, stando alla sua versione, sarebbe stato assalito da alcuni migranti con pugni e pietre sino al momento in cui si è visto perso e ha utilizzato istintivamente l’arma che aveva con sé per poi fuggire, come avrebbe raccontato, sempre per timore dell’aggressione. Quando ha capito si è, poi, costituito ai carabinieri della locale stazione in compagnia del suo avvocato di fiducia.
Lunedì 13 Novembre 2017, 12:21 - Ultimo aggiornamento: 14-11-2017 11:19
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