Bufera sul Comune di Maddaloni: «Scambio tra politica e camorra», sequestrati gli atti delle elezioni

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di Mary Liguori

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É lo scambio elettorale politico-mafioso l’ipotesi di reato al centro della bufera giudiziaria che si è abbattuta sul Comune di Maddaloni dove, da questa mattina, la polizia sta acquisendo una serie di atti relativi alle elezioni del 10 giugno scorso. Al momento si ha certezza che l’accusa è formulata a carico di Teresa Esposito, 35 anni, sorella del boss detenuto Antonio «‘o sapunaro», candidata (per la terza volta consecutiva) al consiglio comunale di Maddaloni e che, con 298 preferenze, ha sfiorato l’elezione in assise. É indagata dalla Dda, la Esposito, che é stata candidata con la lista “Orientiamo Maddaloni” a supporto del sindaco Andrea De Filippo, eletto al primo turno.

In queste ore la squadra mobile di Caserta sta eseguendo un decreto di perquisizione e sequestro firmato dal pm Luigi Landolfi della Dda di Napoli. La polizia sta acquisendo tutti i verbali elettorali dello spoglio suddivisi per ogni singola sezione, l'elenco dei votanti, diviso per sezioni, e tutte le documentazioni relative alle operazioni elettorali avvenute nei seggi di Maddaloni la notte dello scorso 10 giugno.


Teresa Esposito è stata eletta in consiglio comunale sia nel 2013 che nel 2017. Il fratello Antonio è considerato il capoclan di Maddaloni ed è stato di recente condannato all’ergastolo per avere ucciso un giovane pusher che voleva cambiar vita e si rifiutava di spacciare. In passato era stato risarcito dallo Stato per una ingiusta detenzione. L’altro fratello di Esposito è stato di recente protagonista di un episodio gravissimo: ha minacciato di morte il pm Landolfi in aula proprio mentre i giudici pronunciavano la sentenza al massimo della pena per Antonio Esposito.
Giovedì 21 Giugno 2018, 12:02 - Ultimo aggiornamento: 22-06-2018 11:11
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