Rubano la natività dal presepe,
il parroco lascia un cartello

Rubano la natività dal presepe,
il parroco lascia un cartello
di Tina Cioffo

Senza la Madonna, San Giuseppe, il macellaio e la pastorella, il presepe della chiesa Santa Croce a San Cipriano d’Aversa è monco. De Filippo nella celebre commedia «Natale in casa Cupiello», sarebbe saltato dalla sedia. Ma non è stata una dimenticanza durante l’allestimento, tutt’altro.

La Natività e i pastori sono stati rubati. Un furto in piena regola, commesso probabilmente di pomeriggio, nelle ore in cui la chiesa per volere del parroco don Sebastiano Paolella e del viceparroco don Antonio Raimondo, resta aperta invitando alla preghiera, anche chi è di passaggio o chi per problemi di lavoro non riesce a seguire i momenti eucaristici. Ad accorgersene per primi, sono stati i bambini dell’azione cattolica che hanno poi immediatamente allertato don Antonio, pensando evidentemente che qualcuno li avesse spostati. Sul presepe tradizionalmente sistemato nella prima cappella a destra, dopo la statua di San Cristofaro vicino all’ingresso, appare ora il cartello che ha fatto mettere don Raimondo ironizzando sul furto ed invitando nel contempo i responsabili a far ritrovare le statuine.

«Mi piacerebbe che il Natale venisse festeggiato con la restituzione, potrebbero anche farcele trovare in un angolo della chiesa», ha detto don Antonio, da poco più di 5 anni a San Cipriano e da quasi sette già sacerdote. Nessuno ha visto e nessuno sa darsi una spiegazione. Impossibile anche far conto sul controllo del territorio, visto il pesante sottorganico della polizia municipale. «Non so perché sia stato fatto, all’inizio abbiamo pensato ad una bravata, ad una specie di scherzo ma i giorni passano e questa non sembra più un’ipotesi percorribile. Abbiamo sporto denuncia ai carabinieri, nella speranza che le foto possano aiutare il ritrovamento», ha continuato il giovane sacerdote, di 33 anni, originario di Parete. Per incoraggiare la restituzione, non è stato trascurato neppure il canale dei social.

I post di don Antonio vengono seguiti come un aggiornamento continuo, tant’è che la foto del vecchio presepe messa ieri mattina per annunciare la visita in serata del vescovo Spinillo, aveva fatto ben sperare. Pensare che i ladri abbiano rubato i pezzi del presepe in chiesa per arricchire quello di casa propria, pare inaccettabile ma non si può escluderlo. E’ pur vero che molto probabilmente, il furto sia stato fatto per rivenderne i pezzi, sulla scorta di quanto è già accaduto a cavallo tra gli anni 80 e 90. La Santa Croce, in piazza Marconi, è la chiesa da dove sono stati rubati tutti i Gesù bambino originali. Le statuine venivano poi rivendute sul mercato nero dell’antiquariato. «Con l’aiuto dei volontari e delle offerte avevamo deciso di aggiungere altri pastori», ha spiegato don Antonio che con la sua azione pastorale ha rinverdito la comunità religiosa sanciprianese.

«Con il Grest estivo abbiamo coinvolto più di 280 bambini, che purtroppo in paese non hanno molte possibilità di incontro. Un aiuto straordinario ci arriva ogni anno, dai tanti volontari che si danno da fare. Siamo arrivati ad avere il sostegno di oltre 150 animatori volontari. Quest’anno per la prima volta, si è formato anche il coro parrocchiale tutto al maschile di 20elementi. Piccoli passi che parlano di entusiasmo e della necessità di organizzare momenti di aggregazione per tutte le fasce d’età».
Martedì 26 Dicembre 2017, 18:10 - Ultimo aggiornamento: 26-12-2017 18:20
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