Riforma, rischio prescrizioni
si fermano i giudici di pace

di B​iagio Salvati

Garantiranno, per un mese, soltanto un giorno di udienza a settimana i giudici di pace che hanno aderito, nel foro di Santa Maria Capua Vetere, alla quarta ondata di astensione proclamata dalla categoria dei giudici onorari in pochi mesi. Lo sciopero con oltre il 90 per cento di adesione nel circondario andrà avanti per quattro settimane consecutive con la sospensione di tutte le attività giudiziarie, compreso il deposito di sentenze e decreti ingiuntivi.
I giudici di pace garantiranno la tenuta di un’udienza a settimana e in quel giorno, in alcuni distretti, praticheranno anche lo sciopero della fame. Secondo le organizzazioni di categoria, lo sciopero determinerà la sospensione di oltre 600 mila pratiche giudiziarie in tutta Italia. Insomma, un’ interruzione del servizio giustizia affinché la stessa giustizia possa funzionarie meglio. I primi effetti nel circondario si sono già visti con i rinvii delle udienze che, in alcuni casi, come a Caserta, per esempio, sono già slittate ad ottobre. Quelle penali, invece, direttamente al 2018. Le toghe parlano di appello rimasto inascoltato.
Reagisce così la magistratura onoraria al disegno di riforma promosso dal Ministro Andrea Orlando e approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 5 maggio, un provvedimento definito «abnorme, in aperta violazione della Costituzione ha cancellato tutte le garanzie di indipendenza e terzietà dei giudici di pace e dei magistrati onorari, privati di ogni tutela ordinamentale e dequalificati al rango di meri passacarte dei magistrati di carriera».
Martedì 16 Maggio 2017, 09:45 - Ultimo aggiornamento: 15 Maggio, 23:45
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