Scandalo alla Reggia di Carditello,
un anno perso tra vincoli e cavilli

di Nadia Verdile

Carditello, i restauri e la rinascita che fatica a partire. Avrebbero dovuto essere completati alla fine di quest'anno i lavori di restauro del secondo lotto, pari a cinque milioni di euro, finanziati dall'Unione Europea, ma non sono ancora partiti e se va bene inizieranno per fine anno. «Un rilievo formulato dall'Associazione nazionale Costruttori Edili all'Anac spiega il direttore della Fondazione Carditello, Roberto Formato - ha rallentato i tempi di aggiudicazione della gara. Invitalia, che si sta occupando della stessa, ha dovuto riscrivere il bando».

Il progetto realizzato dalla soprintendenza di Caserta e bandito da Invitalia, per una base d'asta di 4milioni e 332mila euro, aveva dato grande rilevanza alle esperienze pregresse in tema di interventi su murature antiche anche affrescate, consolidamento e restauro di orizzontamenti strutturali lignei, di realizzazione di impianti eseguiti in aree ed edifici soggetti a tutela, ma l'Anac aveva ritenuto che le esperienze pregresse richieste non erano conformi alla normativa di settore in quanto non idonee a evidenziare le caratteristiche migliorative delle offerte presentate dai concorrenti sotto il profilo qualitativo della prestazione offerta.

La soprintendenza, in sostanza, aveva dato eccessivo il valore alle esperienze già maturate dalle ditte (ben 13 punti) e quindi il bando è stato rimodulato e aperto anche ad altre tipologie di imprese. Inizialmente, avevano risposto quarantadue ditte che sono diventate, dopo la riapertura del bando, solo trentatré. «In questi giorni continua Formato Invitalia sta procedendo alla verifica della documentazione delle ditte che hanno risposto al bando. Sono certo che in breve tempo sarà individuata l'assegnataria dei lavori che potranno così iniziare per la fine di quest'anno». E pensare che a febbraio dello scorso anno, quando arrivarono i fondi per il secondo lotto di restauri, il presidente della Fondazione, Luigi Nicolais, aveva dichiarato, fiducioso, al nostro giornale: «Per accelerare tutti i processi avremo un incontro a Roma il 6 febbraio (2017ndr), a cui parteciperanno tutti gli attori e i progettisti dei lavori perché io vorrei che prima dell'estate sia pronto il cantiere. Daremo a Invitalia il compito di bandire la gara per accelerare i tempi. I lavori dovranno essere ultimati per la fine del 2018, ma io sto lavorando per trovare altri finanziamenti perché voglio che tutto il complesso sia restaurato. Ci sono soldi a sufficienza per riportare all'antico splendore il sito».

Non è stato così. I propositi del presidente sono naufragati nei tempi lunghi della soprintendenza che ha realizzato il progetto e in quelli burocratici del bando di Invitalia. Quest'ultima è l'agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa, di proprietà del Ministero dell'Economia. Così il piccolo gioiello borbonico, in tenimento di San Tammaro attende, da due anni, di rinascere. Il restauro che verrà riguarderà non solo la palazzina centrale, ma anche le due ali laterali della stessa che dovranno essere ultimate.

Da progetto, i tempi per la consegna saranno 730 giorni naturali e consecutivi (due anni), decorrenti dalla data del verbale di consegna definitivo. Il criterio applicato è quello dell'offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo. La buona notizia è che per la Reggia di Carditello altri fondi sono nella disponibilità della fondazione. Sette milioni, stanziati due estati fa dal Ministero per i beni culturali, con i Cantieri della Cultura, destinati alla sistemazione delle aree verdi e dei giardini, alla realizzazione di nuovi sistemi impiantistici. Per fortuna a tenere la reggia aperta ci pensano i volontari di Agenda 21 grazie a un protocollo d'intesa con la Fondazione. Tutte le domeniche mattina le porte sulla storia si aprono, gratuitamente.
Martedì 2 Ottobre 2018, 20:00
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