Prelievo di organi all'ospedale di Aversa, nuova vita a Palermo e Milano

di ​Lorenzo Iuliano

CASERTA - Nell’ospedale con il record di accessi al pronto soccorso (secondo solo al «Cardarelli» in Campania) ma ancora senza neurochirurgia dopo anni di promesse, resistono storie di vita e di speranza. Nella notte tra il 13 e il 14 maggio è stato effettuato nel reparto di Rianimazione del «Moscati» di Aversa, diretto da Francesco Diurno, un nuovo prelievo di organi a scopo di trapianto. Un intervento eseguito dopo l’accertamento della morte cerebrale, come previsto dalla legge, su di un uomo di 34 anni originario di Formia, deceduto dopo irreversibili danni cerebrali, dovuti a una prolungata mancanza di ossigeno. La commissione per l’accertamento della morte cerebrale è stata convocata dal direttore sanitario, Paolo Brusciano. L’osservazione è cominciata sabato pomeriggio e le operazioni si sono concluse ieri alle dieci del mattino, alla presenza anche della coordinatrice aziendale per i trapianti Franca Velardi, a cui spetta il delicato compito, tra gli altri, di tenere i contatti con i centri di coordinamento regionale, ruolo chiave per stabilire pure la destinazione degli organi, che erano in condizioni ottimali per l’efficacia del trattamento effettuato dal team della Rianimazione. Così tutti gli organi sono stati ritenuti idonei per i trapianti e immediatamente utilizzati, generando nuova vita. Il fegato e i reni sono stati prelevati dall’équipe del Centro Trapianti di Palermo; il cuore invece dalla équipe dell’ospedale Niguarda di Milano.
Un successo che conferma quanto già fatto in passato dal gruppo del Centro di Aversa e testimonia l’alto livello di prestazioni offerte da medici e infermieri che operano nell’Unità di Anestesia e Rianimazione del «Moscati». Tenendo conto delle attuali difficoltà in cui versa tutta la sanità campana, il primario del reparto, Diurno, commenta con soddisfazione il risultato ottenuto: «È estremamente importante – dichiara - sottolineare la grande sensibilità della famiglia del donatore, che non si è opposta al prelievo degli organi, malgrado il grande dolore che stava provando. Questo comportamento, di grande solidarietà umana, va sempre sottolineato e rappresenta anche un importante segnale di fiducia nel personale medico e infermieristico che ha in cura il paziente». Diurno guarda già avanti: «Sono grato – fa sapere - alla Direzione strategica dell’Asl casertana per la prossima integrazione prevista del personale medico carente con giovani medici, scelta che consentirà il mantenimento degli elevati standard qualitativi testimoniati, tra l’altro, dai prelievi d’organo, che di per sé rappresentano un elevato indicatore di qualità nella valutazione dell’attività di un reparto di Rianimazione». Si tratta del primo prelievo multiorgano del 2017 e quella di Aversa è l’unica struttura ospedaliera della provincia (escludendo l’azienda del capoluogo) che effettua operazioni del genere. Il reparto del «Moscati» dispone di otto posti letto più uno in «day hospital» per le cure palliative destinate ai malati di tumore. Cinque invece le sale operatorie. Anche qui si scontano però le difficoltà: negli ultimi tempi sono andati via ben sei medici in squadra, quattro per trasferimento e due per maternità. Ma l’Asl guidata dal manager Mario De Biasio ha già concluso le procedure di avviso pubblico per coprire le carenze e presto arriveranno nuove giovani leve in un reparto cruciale per l’assistenza ai cittadini.
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Lunedì 15 Maggio 2017, 08:30 - Ultimo aggiornamento: 14 Maggio, 21:32
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