Omicidio Ruggiero, la Procura
chiama tre superperiti

Omicidio Ruggiero, la Procura
chiama tre superperiti
di Marilù Musto

Un'equipe di scienziati e tecnici lavora per ricostruire la verità, quella che Ciro Guarente, l'assassino di Vincenzo Ruggiero, attivista gay di Parete, non ha mai detto. In queste ore la Procura di Napoli nord è impegnata nel conferire gli incarichi all'esperto di balistica Claudio De Matthaeis, all’antropologo forense Maurizio Cusimano, per il prelievo del Dna, al medico Ciro Di Nunzio. Eccolo il pool nominato dalla Procura di Napoli Nord che avrà il compito di mettere a posto le tessere del puzzle che Guarente ha scomposto la notte tra il 7 e l’8 luglio quando, dopo avere assassinato Vincenzo, l’ex marinaio ne ha distrutto il cadavere cercando di nasconderlo in un box a Ponticelli.
Il primo passo dell’equipe sarà quello di individuare il calibro delle ogive ritrovate nel torace della vittima nel corso dell’autopsia. Dopo la nomina del medico Antonio Palmieri e del tecnico Carmine Testa - indicati dal procuratore Francesco Greco con il compito di eseguire l’esame esterno del cadavere e l’ispezione del telefono cellulare dell’assassino - arrivano tre superperiti.
 

Sarà la scienza forense a cercare di colmare i silenzi di Guarente che si è barricato nel mutismo dal giorno in cui ha confessato. I carabinieri hanno ritrovato il corpo della vittima in un garage a poca distanza dalla casa della famiglia di Guarente, a Ponticelli, ma il corpo era stato fatto a pezzi e sepolto sotto un cumulo di cemento, rifiuti e acido. La testa tutt’ora non è stata trovata. Dopo aver mentito a tutti, facendo credere che Vincenzo se ne fosse andato di sua spontanea volontà, l’ex militare ha confessato e da quel momento, otto giorni fa, è stato un susseguirsi di orrore e colpi di scena.
Lunedì 7 Agosto 2017, 17:40 - Ultimo aggiornamento: 07-08-2017 19:35
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