Il Natale triste di Casertavecchia
senza luminarie e senza abeti

di Lidia Luberto

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Mentre Caserta brilla, illuminata da mille luci, Casertavecchia e San Leucio sono al buio. Nessun addobbo negli spazi pubblici per creare l'atmosfera delle festività natalizie. Soprattutto il borgo medievale soffre per quello che i pochi abitanti e i turisti (non moltissimi per la verità), avvertono come il segno di una dimenticanza o di una mancanza di attenzione. Perché a Casertavecchia, con i suoi vicoli, i cortili, le mura antiche, la cattedrale maestosa, l'atmosfera natalizia si sente in modo più intenso e intimo.

Sono lontani i tempi in cui il borgo era frequentato da tanti casertani che vi si recavano per respirare, lontano dal clamore delle strade affollate, dal chiasso scomposto e disordinato, il senso di una festa che è, invece, sempre più esaltazione consumistica. Ma addirittura a non avere per le strade del borgo neppure un piccolo festone o un albero nella piazza della cattedrale è davvero uno scarto esagerato. Un gap vistoso fra la città moderna e quella storica. «Abbiamo qualche turista che preferisce soggiornare da noi piuttosto che a Caserta, ma devo essere sincero, è davvero triste per coloro che ci scelgono aggirarsi per le stradine spoglie», dice Michele Della Valle, titolare di un bed and breakfast a Casertavecchia.
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Lunedì 10 Dicembre 2018, 11:30
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