Musmeci: «Tumori, nella Terra dei fuochi allarme pari ad altre zone di veleni»

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di Lorenzo Iuliano

«Abbiamo scritto con chiarezza che i dati sull'incidenza dei tumori nella Terra dei fuochi, pubblicati nel nostro ultimo report, hanno fornito risultati analoghi ad altre zone inquinate del Paese, sono cioè in linea rispetto agli altri 44 siti italiani di interesse nazionale per le bonifiche. Vuol dire che la situazione di questa fetta della Campania non è affatto diversa da quella di Taranto o Porto Marghera, di Porto Torres o di Gela. Davvero non comprendiamo tanto scalpore di fronte a numeri vecchi per giunta, di cui nessuno nega l'importanza, tanto che intendiamo estendere lo studio». Loredana Musmeci, direttore del dipartimento Ambiente e Prevenzione primaria dell'Istituto superiore di sanità, non è riuscita a godersi nemmeno un giorno delle sue ferie. Lei è tra gli autori dell'aggiornamento sullo stato di salute della popolazione della Terra dei fuochi che ha rilanciato l'incubo tumori, anche nella fascia di età 0-14 anni, e ha riacceso polemiche politiche e scontri tra associazioni.

Dottoressa Musmeci, i dati del vostro report fanno dire ai movimenti attivi nella Terra dei fuochi che la scienza sostiene il loro allarme. È così?
«Quello che diciamo è che il fenomeno di contaminazione è una possibile causa o concausa dell'eccesso di mortalità. Mi dispiace, anche per don Patriciello, ma la situazione non è come la dipingono i movimenti. Non posso dire cose diverse da quello che la comunità scientifica mi obbliga con l'evidenza a dire».

Però dite anche che aumentano i tumori. In che percentuale?
«L'area della Terra dei Fuochi compresa nella provincia di Napoli mostra negli uomini un'incidenza dei tumori superiore dell'11% a quella della popolazione di riferimento e una mortalità superiore anch'essa dell'11%. Nelle donne si scende rispettivamente al 9% e al 7%. Nella provincia di Caserta, per quanto riguarda la mortalità, l'eccesso è del 9% fra gli uomini e del 4% fra le donne. Un eccesso di rischio per tutti e tre gli indicatori considerati (mortalità, ospedalizzazione e incidenza tumorale, ndr), in entrambi i generi, è stato osservato per i tumori di stomaco, fegato, polmone e vescica, e della mammella fra le donne. Sempre sul versante casertano, eccessi di mortalità e ricoveri hanno riguardato i tumori di stomaco e fegato sia nei maschi sia nelle donne».

Poi ci sono due comuni con situazioni molto particolari, Casalnuovo e Terzgino nel Napoletano.
«Sì, a Casalnuovo nel primo anno di vita è raddoppiata, rispetto all'attesa della media regionale, l'incidenza dei tumori totali e quintuplicata l'incidenza dei tumori del sistema nervoso centrale ed è anche raddoppiata la mortalità per tutti i tumori nelle classi d'età 0-14 e 0-19. A Terzigno invece si registrano eccessi di ricoveri per tutti i tumori, rispettivamente del 79% e 55% nelle classi d'età 0-14 e 0-19, ed è triplicata l'incidenza dei tumori del sistema nervoso centrale. Si tratta di dati preliminari e in termini assoluti non sono elevati i casi esaminati, trattandosi di piccoli comuni, anche se questo nulla toglie alla necessità di approfondimento. Non riusciamo però a far capire una cosa molto importante».

Una foto preoccupante anche per l'infanzia.
«Anche a Taranto c'è la stessa situazione. La mortalità per tumori della popolazione infantile della Terra dei Fuochi non è nel complesso in eccesso rispetto a quella della popolazione di riferimento. Nei comuni esaminati della provincia di Napoli, i bambini nel primo anno di vita mostrano tuttavia un eccesso di ricoveri del 51% per tutti i tumori e del 45% per la leucemia e l'incidenza dei tumori del sistema nervoso centrale è più che raddoppiata. In età pediatrica (0-14 anni) si osserva un eccesso del 42% per i tumori del sistema nervoso centrale, che permane, anche se attenuato (29%), includendo l'età adolescenziale (0-19 anni)».

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Giovedì 14 Gennaio 2016, 08:25 - Ultimo aggiornamento: 14-01-2016 08:39
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1 di 1 commenti presenti
2016-01-14 09:52:46
L'Unione Europea ha aperto da tempo una procedura contro l'Italia rea di tollerare sul proprio territorio centinaia di discariche abusive sparse ovunque,dalle Alpi al Trapanese,ma chissà perché quei 2 ettari sui 700.000 complessivi della regione Campania, pesantemente inquinati nessuno lo nega, valgono per i media più delle altre realtà di degrado nazionale messe assieme...

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