Juve Caserta, non tutto è perduto:
il tribunale apre al concordato

di ​Biagio Salvati

C’è uno spiraglio sul futuro della Juve Caserta, la società in liquidazione a responsabilità limitata facente capo all’imprenditore Raffaele Iavazzi, colpita nei giorni scorsi – con la consorella Caserta Città del Basket srl - da una richiesta di fallimento avanzata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. 
La terza sezione civile del Tribunale sammaritano - presidente Gianpiero Scoppa, giudice relatore Edmondo Cacace, giudice Marco Pugliese - ha infatti emesso un decreto con il quale si concedono sessanta giorni ai legali della società per presentare la proposta dettagliata con il piano di ristrutturazione relativo alla domanda di ammissione al concordato preventivo depositata alla fine dello scorso febbraio. Per la sezione fallimentare, dunque, ci sarebbero i presupposti per aprire la procedura sulla base della valutazione di una pre-documentazione già presentata: ovvero, i bilanci relativi agli esercizi che vanno dal 2015 al 2017 e l’elenco nominativo dei creditori con l’indicazione dei rispettivi crediti. Una domanda di concordato che Iavazzi aveva avanzato anche per l’altra società che la Procura ha collegato per chiedere un ulteriore fallimento, la Caserta Città del Basket per la quale è attesa l’udienza il prossimo 14 marzo. 
Della Caserta Città del Basket – che peraltro conduce il locazione il Palamaggiò di Castelmorrone - è socio unico al 100 per cento Raffaele Iavazzi ma la società detiene il 78% della Juve Caserta Srl il cui liquidatore è il commercialista Nicola Cecere. Il collegio della terza sezione civile del tribunale civile di Santa Maria Capua Vetere ha valutato anche altri requisiti per l’avvio della procedura di ammissione nominando come da rito un Commissario giudiziale, ovvero l’avvocato Sergio Cosmai dello studio commercialista e consulenza aziendale Vincenzo Cucco di San Nicola La Strada. Ai magistrati, i legali di Iavazzi hanno presentato anche una memoria difensiva entrando nel merito della richiesta di fallimento avanzata dalla Procura della Repubblica sperando in una omologazione del concordato (procedura che prevede alcuni mesi). 
In particolare, la difesa evidenzia che la relazione dei consulenti dell’accusa risalente allo scorso ottobre, parla di ricavi riguardanti un bilancio mai depositato prima di quella data e contesta le finalità diverse degli atti della Comtec messe a supporto della relazione dai consulenti e presentando i crediti per 450 mila euro vantati dalla Basket Juve Caserta promotrice di azioni legali risarcitorie per 10 milioni di euro a fronte di circa un milione di euro di cui è debitrice con il fisco. La genesi della richiesta di fallimento parte dalla sponsorizzazione mai avvenuta della londinese Fortune Investment per poi passare alla documentazione della Commissione Tecnica di Controllo della Fip che ha escluso dal campionato di serie A la Juve Caserta. Il tutto finito in una relazione affidata dalla Procura a due consulenti della romana Pwc. La difesa di Iavazzi, pur contestando in toto le tesi dei consulenti della Procura Alessandro Colaci e Marco Masciovecchio (impegnati anche nel caso quasi simile del Palermo Calcio e in altre indagini nazionali) prova a disinnescare i punti più delicati dell’istanza di fallimento bloccandolo con una richiesta di concordato. La società Caserta Città del Basket è, peraltro, la stessa società (che la difesa di Iavazzi presenta per sana) autorizzata - dopo attente verifiche e richieste di polizze fidejussorie - dalla stessa sezione fallimentare del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere per la locazione del Palamaggiò con la curatela del fallimento Vittippi (che vede all’asta il Palazzetto dello Sport per una diversa e vecchia vicenda).
 
Sabato 10 Marzo 2018, 09:30 - Ultimo aggiornamento: 9 Marzo, 20:27
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