«Io, discriminato per la scorta», ma il ristoratore di Baia Verde smentisce

di ​Pierluigi Benvenuti

  • 123
MONDRAGONE. «Comprendo la reazione di Benedetto Zoccola. Si è sentito ferito nel suo impegno contro la criminalità organizzata. Mi ha però dato molto fastidio vedermi accomunato a personaggi e a fenomeni che nella mia vita professionale e con la mia azione sindacale ho sempre combattuto». È amareggiato Enzo Santo, il titolare del complesso turistico La Plancia Village, stabilimento balneare con ristorante di Baia Verde. La struttura è finita suo malgrado al centro delle polemiche per un diverbio tra un dipendente e la scorta di Benedetto Zoccola, ex vicesindaco di Mondragone testimone di giustizia, vittima di due attentati e sotto scorta per aver denunciato e fatto condannare l’autore di un tentativo di estorsione nei suoi confronti. 

Sabato sera è stato a cena a La Plancia con un gruppo di amici, tra cui l’assessore al Comune di Castel Volturno Anastasia Petrella. Gli uomini della scorta, per motivi di sicurezza, hanno chiesto di poter parcheggiare la vettura in un’area riservata al personale del complesso. E si sarebbero trovati davanti la reazione seccata di uno dei dipendenti. L’episodio è stato raccontato da Zoccola con un post molto pesante su Facebook, in cui ha chiesto a chi si è posto il problema della sua presenza presso la struttura se avesse mai fatto «lo stesso quando Giuseppe Setola imperversava sul litorale domizio chiedendo estorsioni e facendo morti. ....vergognati». 
Enzo Santo, il titolare, spiega: «Non ero presente all’episodio, perché avrei gestito la cosa diversamente. Non so di quale paura sia stato preda il dipendente. Quando il gruppo di Zoccola è andato via ci siamo salutati cordialmente. Poi ho letto sui social il suo sfogo. Gli ho chiesto scusa già ieri mattina, tramite l’assessore Petrella. Lo aspetto quando vuole nella mia struttura, ma non accetto strumentalizzazioni». 
Lunedì 7 Agosto 2017, 08:35 - Ultimo aggiornamento: 6 Agosto, 23:34
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP