«Ho fame», minorenne bulgaro
armato di coltello alla Caritas

«Ho fame», minorenne bulgaro
armato di coltello alla Caritas
di Marilù Musto

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E' poco più di un bambino, povero, disperato. E questo pomeriggio ha fatto irruzione nella sede della Caritas di Mondragone impugnando due coltelli; ha minacciato un volontario e il parroco, don Osvaldo. Cercava cibo, qualcosa da mangiare, probabilmente denaro e nei modi sembrava violento. Ha aggredito il volontario che si trovava lì per la gestione della mensa. Il ragazzino, minorenne, ha tentato di ferire l'uomo con la lama ma è stato fermato dal volontario e dal parroco. Così, è fuggito lasciando i coltelli suo posto. Don Osvaldo ha, così, avvertito i carabinieri della compagnia di Mondragone che si sono recati subito sul posto.

Ora, si cerca il minore nei palazzi Cirio: un luogo abbandonato, ricettacolo di disperati dove nel corso degli anni le vecchie case delle palazzine abbandonate, strette le une alle altre - al punto che quasi non si vede il cielo - sono state occupate dai rom.
Nella zona vive, infatti, una folta comunità di  bulgari di etnia rom. Sono impiegati come braccianti in nero nelle campagne della zona, dell’agro aversano, talvolta arrivano anche nel basso pontino e nel salernitano. Sfruttati dai caporali e dai boss della mafia bulgara, che ne organizzano il viaggio in Italia e il soggiorno a  Mondragone, nei 
palazzi  Cirio. Come si legge nel rapporto diffuso l’altro giorno dalla Flai Cgil su caporalato ed ecomafie, la paga oraria è al di sotto dei 2,5 euro per gli uomini. Per le donne la paga oraria circa 1 o 1,5 euro l’ora. La cifra si dimezza ulteriormente per i minorenni che lavorano la terra. Sempre secondo queste rilevazioni, i rom 
bulgari a  Mondragone sarebbero 500 o 600 persone tra maggio e giugno ed oltre 1000 da luglio a settembre.
Venerdì 10 Agosto 2018, 17:47 - Ultimo aggiornamento: 10-08-2018 17:55
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