«Guerriglia Art» su 50 palazzi
Caccia ai writer del mistero

di Biagio Salvati

A Santa Maria Capua Vetere è caccia agli autori della «Guerriglia Art», se arte si può chiamare, quella che alcuni emuli del più noto Bansky (ma solo per l’anonimato) hanno messo sotto gli occhi dei passanti «imbrattando» - questo il giudizio della maggior parte dei cittadini - almeno una cinquantina di muri di palazzi in diverse zone della città. Un fenomeno iniziato in sordina circa due mesi fa, con le apparizioni di alcuni quadrati con cornici nere (una sorta di due francobolli quasi sovrapposti) contenenti colori sgargianti, spesso giallo e verde (coincidenza con i colori del Governo) che ricordano anche quelli bandiere del Brasile o della Giamaica, tant’è che qualcuno ha anche associato questi disegni a possibili segnali per indicare le piazze della droga e addirittura il tipo di sostanza stupefacente. Sono gli autori (o l’autore), dei «graffiti» che vogliono stupire: e ci sono riusciti attirando l’attenzione su di loro alla stregua di una pubblicità virale che sta diventando una sorta di «giallo», in tema di colori. Una Santa Maria Capua Vetere più colorata ma più arrabbiata, perché i graffitari scelgono muri puliti delle aree urbane della città (dall’Anfiteatro allo Iacp, fino al centro) o quelli di palazzi appena imbiancati. In un caso, anche il muro perimetrale di un negozio già memore di tanti messaggi d’amore scritti in rosso con una bomboletta spray, nati e morti in una sorta di lunga gara tra chi scriveva e chi cancellava. Diverse le segnalazioni giunte al Comando dei vigili urbani come raccontano i social, ma al momento gli autori sono sconosciuti.
 
Mercoledì 1 Agosto 2018, 07:55 - Ultimo aggiornamento: 01-08-2018 09:47
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