Gabrielli: «Caserta è una priorità
c'è senso di insicurezza in Italia»

«Caserta sarà una priorità per la nostra amministrazione. Rivedremo gli organici, visto che sono fermi al 1989, ai tempi di un'Italia e di una Polizia di Stato che non esistono più. E lo faremo per tutte quelle realtà, penso non solo a Caserta, ma anche a Foggia, Bergamo e Padova, dove le condizioni oggettive lo impongono». Lo ha annunciato il Capo della Polizia Franco Gabrielli ad Aversa, dove ha partecipato al Tribunale di Napoli Nord, alla cerimonia di intitolazione di una sala al giudice Rosario Livatino, ucciso il 21 settembre del 1990 dai killer della Stidda agrigentina, organizzazione mafiosa in quel periodo in contrasto con Cosa Nostra.

«Provo amarezza nel vedere un Paese che sta perdendo sempre più credibilità nelle istituzioni. Un Paese che non è sulla soglia del baratro sotto il profilo della sicurezza, ma in cui c'è comunque un profondo senso di insicurezza, basta sentire la gente». Questo lo sfogo del Capo della Polizia. «Ciò deriva da vari fattori - ha proseguito Gabrielli - ma credo soprattutto da questa rappresentazione persistente, quasi nichilista, per cui le istituzioni vanno primariamente distrutte. Questa è miopia e follia e spesso è legata ad interessi di parte e di bottega». Il prefetto Gabrielli ha parlato di «un'insicurezza sociale, su cui incidono molti fattori, come la condizione economica, ma anche quella psicologica, legata ad una precarietà di fondo. Oggi i figli hanno la quasi certezza di vivere peggio dei padri. Questa percezione di insicurezza si ha perché le comunità vivono sempre più la distanza con le istituzioni; e di certo su ciò incide questa sorta di cupio dissolvi, questa continua esasperata rappresentazione di negatività, di cui un esempio è la solita frase, dall'elevato tasso di ipocrisia, che viene detta quando il potente di turno o il colletto bianco viene fatto oggetto di indagini giudiziarie: «Ho piena fiducia nella magistratura».

«Le istituzioni vanno salvaguardate e non cambiate - ha concluso il capo della Polizia - perché si cambiano le persone ma non le istituzioni; e va recuperata quella credibilità che era un valore tanto sentito dal giudice Livatino. Altrimenti il Paese vivrà un periodo molto difficile. Già questo lo è, tra minacce della criminalità organizzata e minacce terroristiche che fino adesso, e sottolineo fino adesso, non ci hanno coinvolto» .
Giovedì 21 Settembre 2017, 15:42 - Ultimo aggiornamento: 21-09-2017 16:05
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti

QUICKMAP