Chiude la chiesa inagibile: francesani costretti ad andare via

chiesa aversa
di Livia Fattore

CASERTA - Ultima messa e trasferimento dei tre frati minori francescani in un’altra struttura. Da ieri il convento e la chiesa di Sant’Antonio al Seggio sono stati chiusi per inagibilità a tempo indeterminato. A dichiararli inagibili gli stessi frati che hanno deciso di lasciare la struttura a seguito di una perizia tecnica che ha segnalato seri problemi di stabilità dapprima all’ala abitata dai frati e utilizzata anche per le attività pastorali e poi alla chiesa che presenta delle grandi crepe.
Una chiesa che è uno dei simboli e vanto della città normanna, si tratta, infatti, della prima chiesa dedicata al santo di Padova edificata in Italia e probabilmente in assoluto, essendo stata fondata un anno prima della morte del Santo portoghese, avvenuta il 13 giugno 1231, ma dedicata in un primo tempo a Sant’Antonio Abate.
Insomma, un pezzo di storia aversana, un gioiello di arte, ubicato in una zona centralissima, qual è il Seggio, che rischia di essere irrimediabilmente perduto se si vedono precedenti altrettanti illustri come il complesso del Carmine o di San Domenico. Problemi di staticità che potrebbero riverberarsi anche sulla movida normanna e sui palazzi circostanti, in piazzetta Lucarelli, tenuto conto che la perizia tecnica, voluta dagli stessi frati francescani, ha rivelato gravi carenze statiche nel dormitorio. Sotto la struttura, infatti, ci sarebbe una grande quantità d’acqua che rappresenterebbe il vero problema. Se così fosse bisognerà agire con urgenza per evitare quella che potrebbe essere l’ennesima tragedia annunciata, tenuto che conto che nel giro di pochi metri vi sono grandi edifici occupati da poco meno di un centinaio di famiglie.
Da luglio scorso, data di consegna della perizia, ad oggi, nonostante il documento sia stato consegnato a tanti enti, tra cui: Fondo Culto (Fec) del Ministero dell’Interno, proprietario del complesso; il vescovo della Diocesi di Aversa; la Soprintendenza; il Comune di Aversa, nessuno è intervenuto per mettere in sicurezza il convento. 
Anzi, crepe si sono presentate anche nella chiesa. I problemi di staticità presenti nel dormitorio, con la pioggia di questi ultimi giorni, si sono, infatti, aggravati e a questi si sono aggiunti problemi interessanti la sacrestia e la chiesa stessa, all’interno della quale si sono aperte delle crepe.
Da qui la decisione del responsabile provinciale dell’Ordine di abbandonare la struttura e di lasciare il convento ieri, dandone comunicazione ai fedeli durante l’omelia della messa domenicale di ieri. 

Lunedì 13 Novembre 2017, 09:35 - Ultimo aggiornamento: 12 Novembre, 23:31
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