Fiaccole per Luigi, 14enne in coma: c’è una lista di sospettati

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di Mary Liguori

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Tremila persone in corteo per chiedere giustizia e verità per il piccolo Luigi, colpito alla testa da una pallottola vagante nel giorno della Vigilia di Natale. Fiaccole e silenzio per dire all’Italia «che la nostra non è una comunità di omertosi» che benché «persista la piaga del pizzo qui c’è gente pronta a denunciare». Perché nel paese che ha dato i natali al boss casalese Francesco Bidognetti dall’inizio dell’anno ci sono stati due attentati a suon di bombe e tre omicidi ma «chi sa qualcosa ha l’obbligo di parlare perché è in ballo il futuro dei nostri figli». Il sindaco Gino Pellegrino, risentito per alcuni titoli di giornale, si è rivolto con rabbia ai suoi compaesani: «Parlate con i carabinieri, anche con segnalazioni anonime». L’appello, rilanciato per giorni, non è caduto nel vuoto; a parte la decina di persone convocate perché ritenute informate sui fatti, in caserma si sono spontaneamente presentati alcuni residenti della zona in cui si sono verificati i fatti. Che hanno riferito ciò che secondo loro poteva essere utile alle indagini. Con il risultato che la rosa delle ipotesi, e quindi la lista dei sospettati, va ad aumentare anziché restringersi.

La mole di informazioni cresce e non sempre il collage che forma risulta coerente. A ogni nuova «soffiata» si aprono scenari diversi. Gli unici punti fermi vengono dal campo delle indagini tecniche: i sopralluoghi avvalorano sempre più l’ipotesi dell’incidente. E ieri i carabinieri hanno trovato un bossolo in via Vicinale Vecchia, una strada che dà sulle campagne dove, già in passato, qualcuno è stato sorpreso a esercitarsi con le armi. Quel colpo avrebbe perforato il finestrino di un furgone, colpito a quanto pare mentre era in movimento. Negli stessi minuti in cui la pallottola vagante centrava Luigi sul corso principale del paese. Il furgone è stato sequestrato solo dopo che qualcuno ha scritto dell’episodio su Facebook. Il proprietario non ha mai denunciato il fatto. A questo punto ci sono dubbi anche su questo fronte: forse il colpo che ha ferito Luigi era destinato a qualcun altro. Forse, ancora, non è stato esploso da qualcuno che si stava «esercitando» a sparare in campagna. A sei giorni dall’episodio, i dubbi sono ancora tantissimi. Mentre la città scendeva in strada per manifestare, i carabinieri continuavano le attività investigative.  Dal giorno della Vigilia c’è chi non si è mai fermato per cercare di individuare il responsabile del ferimento di Luigi. Sotto il coordinamento della procura di Napoli Nord, diretta da Francesco Greco, i carabinieri stanno cercando di dare un nome al tiratore maldestro che ha esploso il colpo di pistola calibro 9 Luger, la munizione più diffusa al mondo per arma corta. Il cerchio si è stretto sin da subito nella zona a ridosso tra via Marconi, corso Vittorio Emanuele e via Turati.

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Venerdì 29 Dicembre 2017, 23:56 - Ultimo aggiornamento: 31-12-2017 11:08
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